Deodato Arte. Marco Glaviano in mostra a Bologna: bellezza e fotografia definiscono un’epoca
— Trendiest Media Agenzia di stampa —

In un ambiente di straordinaria bellezza, una cornice perfetta per le decine di opere esposte, Palazzo Vassé Pietramellara, scorre l’intera vita professionale di Marco Glaviano, fra New York, St. Barths, Milano e la sua indimenticabile Sicilia.
Orgogliosamente al centro dell’attenzione durante il vernissage di mercoledì, l’artista ha incontrato un pubblico elegante e competente che gli ha potuto porre con grande ammirazione numerose domande sulla sua carriera e sulla sua capacità di riprodurre il fascino femminile con tanta maestrìa.
Marco Glaviano: la fotografia come linguaggio culturale tra moda, corpo e memoria
In occasione di Arte Fiera Bologna 2026, il capoluogo emiliano riafferma il proprio ruolo di snodo centrale nel panorama internazionale dell’arte moderna e contemporanea. In un contesto ad alta densità culturale, curatoriale e collezionistica, prende forma una mostra di particolare rilievo, capace di intrecciare storia della fotografia, cultura visiva e riflessione sul corpo come spazio di senso.

Negli ambienti monumentali di Palazzo Vassé Pietramellara, all’interno di Galleria Cavour, nel tratto di pertinenza di Gioia Martini, viene presentata una grande esposizione dedicata a Marco Glaviano (nella foto) figura centrale della fotografia di moda e glamour tra Novecento e nuovo millennio.
I biglietti per l’accesso alla mostra saranno disponibili anche online attraverso il circuito TicketOne.
Il progetto è curato da Deodato Arte, che ne segue lo sviluppo curatoriale e organizzativo. L’esposizione rappresenta un’occasione significativa per approfondire dal vivo la ricerca di Glaviano attraverso un percorso ampio, strutturato e immersivo, che restituisce la complessità del suo contributo alla fotografia contemporanea.
Oltre la celebrità: la fotografia come costruzione dello sguardo
La mostra si configura non come una semplice retrospettiva, ma come un racconto stratificato dell’evoluzione della fotografia di moda e di autore. Attraverso circa cento opere, il percorso espositivo ricostruisce un’epoca in cui alcuni fotografi hanno ridefinito in modo duraturo i codici visivi del corpo, della femminilità e dello sguardo.
Le immagini di Glaviano — che ritraggono figure iconiche come Cindy Crawford, Eva Herzigová, Paulina Porizkova, Claudia Schiffer, fino a protagoniste più contemporanee come Eleonora Abbagnato — superano la dimensione della notorietà. La celebrità diventa strumento, non obiettivo. Al centro emerge la relazione tra autore e soggetto: il momento in cui la persona si trasforma in evento visivo, e il corpo assume una qualità architettonica, plastica, quasi paesaggistica.
In questo processo, il corpo femminile si sottrae a una lettura puramente estetizzante per riaffermarsi come presenza consapevole, identità e carattere. La moda, da semplice ornamento, si trasforma in gesto, azione, linguaggio performativo.
Rigore formale e intensità emotiva
Il contributo di Marco Glaviano alla cultura fotografica risiede nella sua capacità di coniugare precisione compositiva e forza emotiva. Le sue immagini non si limitano a rappresentare, ma costruiscono una presenza. È nell’equilibrio tra controllo e naturalezza che prende forma una visione capace di incidere sull’immaginario collettivo e di attraversare il tempo senza perdere forza espressiva.
A questa lettura si affianca il testo curatoriale di Alessia Glaviano, Head of Global PhotoVogue e Direttrice del PhotoVogue Festival, che accompagna l’esposizione con una riflessione sul concetto di bellezza intesa non come valore accessorio, ma come pratica di responsabilità e attenzione costante verso il mondo e le relazioni.
Come afferma Marco Glaviano: «La bellezza non è un valore accessorio. È una disciplina. Un’attenzione costante al mondo, alle persone, alle relazioni».
Il dialogo con Helmut Newton e la memoria della fotografia
Un nucleo centrale dell’esposizione è dedicato al dialogo tra Marco Glaviano e Helmut Newton, incontro nato nella Milano del 1968 e sviluppatosi nel tempo come confronto tra due visioni autonome e complementari dell’immagine e del corpo.
Non è casuale che la mostra si collochi a venticinque anni dall’unica esposizione di Newton mai realizzata a Bologna, nel 2000. In questo contesto vengono presentati materiali originali legati a quel momento storico: il celebre volume SUMO edito da Taschen, materiali editoriali d’epoca, contenuti audiovisivi e un ritratto fotografico inedito di Marco Glaviano realizzato da Newton, testimonianza di un rapporto umano e professionale che ha segnato la storia della fotografia di moda.
Polaroid, camera oscura e pratica analogica
Accanto alle opere di grande formato, il percorso include un corpus di 54 Polaroid, intese come laboratorio visivo e diario creativo. Immagini immediate, istintive, che restituiscono l’opera nel suo farsi e permettono di osservare il processo prima della cristallizzazione iconica.
La mostra integra inoltre una dimensione esperienziale ed educativa: una sala cinema con materiali video originali, una camera oscura funzionante e la possibilità di sperimentare la stampa analogica su carta fotografica tradizionale. Un invito a rallentare lo sguardo e a riscoprire il valore del tempo, della manualità e della qualità dell’immagine.
Lo spazio come dispositivo narrativo
All’interno di Palazzo Vassé, anche l’allestimento diventa parte integrante del racconto. L’intervento di O2 Farm introduce il verde come elemento progettuale e culturale, capace di creare relazioni tra architettura, corpo e immagini, accompagnando il visitatore in un’esperienza più consapevole.
Il progetto, sostenuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e realizzato con il coinvolgimento di istituzioni formative del territorio, rafforza il ruolo di Galleria Cavour come spazio di sperimentazione culturale e dialogo internazionale, ridefinendo il concetto di lusso come occasione di crescita culturale e responsabilità condivisa.
Acquista ora i biglietti su TicketOne per vivere dal vivo la mostra Fashion portraits dedicata a Marco Glaviano.
Informazioni utili:
4 Febbraio – 4 Aprile
Palazzo Vassé | Via Farini, 14 Bologna
Aperture straordinarie
Art City 5 – 6 – 8 Febbraio : 10.00 – 20.00
Art City White Night – 7 Febbraio : 10.00 – 24.00
Orari apertura ordinaria dal 10 febbraio
Lunedi chiusi
Da martedì a sabato: 10.00 – 13.00 | 15.30 – 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00)
Domenica: 10.00 – 12.00 | 15.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)



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