Social network: perché stanno cambiando
I social network non sono più quelli di una volta. Nati come spazi di condivisione e libertà,
negli ultimi anni sono diventati oggetto di crescenti critiche, restrizioni e interventi normativi.
Il dibattito pubblico si è spostato dalla celebrazione dell’innovazione digitale alla necessità di
limitarne gli effetti negativi: dalla diffusione di contenuti tossici alla tutela dei minori, fino
all’uso sempre più invasivo dell’intelligenza artificiale.
Come evidenziato da diverse analisi giornalistiche, tra cui quelle di Linkiesta, non si tratta di
un semplice cambiamento di forma, ma di una trasformazione strutturale del modello dei
social network. Un processo che coinvolge utenti, piattaforme e governi e che segna la fine
di una lunga fase di sostanziale deregolamentazione.

Quando i social diventano inutilizzabili: la teoria dell'”enshittification”
Uno dei concetti chiave per comprendere l’attuale fase dei social è quello di enshittification, termine usato per descrivere il progressivo deterioramento delle piattaforme digitali.
Secondo questa lettura, i social avrebbero seguito una traiettoria precisa: prima attrarre utenti con servizi innovativi, poi monetizzare l’attenzione attraverso la pubblicità e infine sacrificare la qualità dell’esperienza in nome del profitto.
Il risultato è un ambiente sempre più dominato da algoritmi opachi, contenuti estremi e
pubblicità invasive. La logica dell’engagement ha preso il sopravvento, privilegiando ciò che
genera reazioni immediate rispetto a ciò che informa o crea valore. Molti utenti continuano a
utilizzare i social, ma in modo più passivo e disincantato, percependoli come spazi meno
affidabili e meno utili rispetto al passato.
Stretta sui minori: la Spagna alza il muro a 16 anni
Di fronte a questo scenario, le istituzioni hanno iniziato a intervenire con maggiore decisione.
In Europa, in particolare, cresce la convinzione che i social network non possano più essere
lasciati a una totale autoregolamentazione.
Il caso della Spagna è emblematico: il governo guidato da Pedro Sánchez ha annunciato
una stretta significativa, proponendo il divieto di accesso ai social per i minori di 16 anni.
Durante il World Government Summit di Dubai, il premier socialista ha spiegato la decisione
con parole dure: “I nostri figli sono esposti a uno spazio di dipendenza, abusi, violenza,
pornografia, manipolazione. Proteggeremo i nostri ragazzi dal far west digitale”.
La misura obbliga i colossi tecnologici, tra cui X di Elon Musk, a mettere in campo sistemi di
verifica effettiva dell’età. La Spagna segue l’esempio dell’Australia, che è stata la prima a
introdurre una normativa simile per gli under 16, e della Francia, che ha fissato il limite a 15
anni subordinandolo al consenso dei genitori. Anche il Portogallo sta valutando restrizioni
analoghe.
Musk contro Sánchez: “È un tiranno”
L’aumento delle regolamentazioni ha acceso un conflitto aperto tra governi e grandi aziende
tecnologiche. Alcuni leader del settore, come Elon Musk, hanno criticato duramente queste
politiche, accusando gli Stati di voler limitare la libertà di espressione e il progresso
tecnologico.
La reazione di Musk alla decisione spagnola è stata durissima. Sul suo social X ha scritto:
“Lo sporco Sánchez è un tiranno e un traditore del popolo spagnolo”. Lo scontro è diventato
simbolo di una tensione più ampia: da una parte, i governi rivendicano il diritto di intervenire
per tutelare i cittadini; dall’altra, le piattaforme si presentano come baluardi contro la
censura. In realtà, il conflitto riguarda anche il controllo del potere digitale e la definizione
delle regole in uno spazio che, fino a poco tempo fa, sembrava privo di confini.
Deepfake e intelligenza artificiale: la nuova frontiera del rischio
A rendere il quadro ancora più complesso è l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei
social network. Strumenti sempre più avanzati permettono di generare testi, immagini e
video realistici, ma sollevano anche seri problemi etici e legali.
I deepfake rappresentano una delle minacce più evidenti: contenuti falsi ma credibili, capaci
di danneggiare reputazioni, diffondere disinformazione e colpire in modo sproporzionato
soggetti vulnerabili. L’Unione Europea ha avviato un’indagine su X per i deepfake sessuali
generati da Grok, lo strumento di intelligenza artificiale di Elon Musk. La procura di Parigi ha
perquisito la sede di X France e convocato Musk nell’ambito dell’inchiesta aperta a inizio
2025, con l’obiettivo di esaminare il funzionamento degli algoritmi e dei deepfake di Grok.
Questi episodi mostrano quanto l’innovazione possa trasformarsi rapidamente in un rischio
se non accompagnata da regole adeguate e controlli efficaci.
Conclusione
Il cambiamento dei social network non è casuale né improvviso. È il risultato di anni di
espansione incontrollata, di modelli di business basati sull’attenzione e di una crescente
consapevolezza dei danni collaterali prodotti dalle piattaforme digitali.
Oggi i social si trovano a un bivio: continuare su una strada che privilegia il profitto e il
conflitto, oppure accettare un nuovo equilibrio fatto di regole, responsabilità e maggiore
tutela degli utenti. La sfida sarà trovare un punto di incontro tra libertà di espressione,
sicurezza e innovazione. Perché il futuro dello spazio digitale, ormai, riguarda tutti.


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