Nuveen: infrastrutture, il rally continuerà sulla spinta dei tagli Fed

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In linea con le attese del mercato, mercoledì scorso la Fed ha deciso di allentare la propria politica monetaria. È stata una prima mossa aggressiva che si prevede sarà seguita da una serie di ulteriori riduzioni dei tassi. In base al dot plot della Fed sulle proiezioni sui tassi, i mercati possono infatti aspettarsi ulteriori tagli per un totale di 50 punti base nel 2024, portando il tasso sui fed funds al 4,25%-4,50% entro la fine dell’anno. Il tasso dovrebbe poi diminuire di altri 100 punti base nel 2025, con un potenziale allentamento di 50 punti base nel 2026.

Oltre a segnalare i futuri livelli dei tassi, il Summary of Economic Projections della Fed indica ora un calo della crescita del PIL reale per quest’anno (+2,0% rispetto al +2,1% della previsione di giugno 2024), un moderato aumento della disoccupazione (4,4%, dal precedente 4,0%) e un ulteriore raffreddamento dell’inflazione (indice PCE core al 2,6%, dal precedente 2,8%).

La Fed ritiene pertanto improbabile una recessione nel breve termine, prevede che l’inflazione continui a scendere verso l’obiettivo del 2% e ritiene giustificato un ulteriore allentamento nei prossimi due anni.

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Anticipare il ciclo di riduzione dei tassi, come ha fatto la Fed con un taglio iniziale di 50 punti base (e altri in arrivo nel prossimo trimestre), può migliorare le probabilità di un atterraggio morbido per l’economia, ma comporta il rischio di un nuovo aumento dell’inflazione.

Eventi economici e di mercato imprevisti potrebbero modificare le attuali proiezioni della Fed. A nostro avviso, questo scenario suggerisce di posizionare i portafogli in modo un po’ più difensivo, pur mantenendo l’esposizione a selezionati asset di rischio.

Considerazioni sul portafoglio

Non è un segreto che ci sia stato un rimbalzo significativo dei mercati azionari globali dalla fine del mercato ribassista del 2022, una flessione causata dall’inizio del ciclo di rialzo dei tassi da parte della Fed e di altre banche centrali in tutto il mondo.

Nei 18 mesi compresi tra il 1° gennaio 2023 e il 30 giugno 2024, l’MSCI All Country World Index ha registrato un rendimento di quasi +23%. Nello stesso periodo, l’indice S&P 500 ha guadagnato il +28,5%, trainato dai maggiori titoli tecnologici al mondo (i Magnifici Sette), che a volte hanno rappresentato più del 100% del rendimento totale dell’indice.

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Nonostante l’euforia per l’intelligenza artificiale (AI) abbia permesso la ripresa dell’S&P 500, oggi lo scenario economico e di mercato è molto diverso. Il mercato del lavoro statunitense ha iniziato a raffreddarsi significativamente nella seconda metà del 2024 dopo un lungo periodo di sorprendente solidità. Questo ha portato a maggiori timori sulla salute dell’economia in generale e ha reso il taglio dei tassi della Fed della scorsa settimana una mossa scontata. Dalla metà dell’anno, i titoli tecnologici più performanti sono passati in secondo piano rispetto a settori del mercato più sensibili ai tassi e più resistenti dal punto di vista economico, che avevano sottoperformato durante la maggior parte della fase di inasprimento della Fed.

Tra i settori che guidano ora il mercato ci sono le infrastrutture globali quotate, una delle nostre categorie azionarie preferite.

Una serie di sviluppi economici e di mercato ha favorito il rally dei titoli infrastrutturali e, a nostro avviso, dovrebbe sostenerne la continua sovraperformance:

  • La pausa nel rally delle megacap tecnologiche è arrivata in un momento in cui le valutazioni dei titoli infrastrutturali appaiono piuttosto interessanti, sia rispetto ai mercati più ampi sia rispetto ai propri livelli storici.
  • Un contesto di tassi in calo (e più bassi) probabilmente renderà i settori ad alta intensità di capitale come le infrastrutture ancora più interessanti per gli investitori azionari.
  • I temi di crescita strutturale, tra cui la crescente domanda di energia per sostenere l’espansione dell’IA generativa e l’onshoring/nearshoring delle attività produttive da parte delle multinazionali statunitensi, continuano a offrire interessanti opportunità di investimento nelle infrastrutture.
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Inoltre, in un contesto caratterizzato dal rallentamento della crescita economica e dalla possibilità di una recessione, risulta vantaggiosa la storica capacità di resistenza delle infrastrutture globali nei mercati in crisi. Questa capacità di resistere a condizioni difficili è dovuta in gran parte alla domanda anelastica per le funzioni e i servizi forniti da diversi settori infrastrutturali globali, tra cui quello delle utility elettriche, delle aziende di smaltimento rifiuti e dei data center. Dalla sua creazione nel dicembre 2001 fino al 30 giugno 2024, l’S&P Global Infrastructure Index ha registrato un rapporto di cattura del ribasso di mercato pari all’80,5% rispetto all’MSCI ACWI.


 

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