Il ministro dell’ambiente del Brasile, Marina Silva, in polemica con gli USA. “Siamo in momento cruciale” 

Lucia Cimini -
GLI USA PAGHERANNO LE CONSEGUENZE DEL RITIRO DALL’ACCORDO DI PARIGI…
La notizia del ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi ha scatenato numerose polemiche: “siamo in momento cruciale”

Marina Silva, ministra dell’Ambiente del Brasile, ha dichiarato che gli Stati Uniti dovranno affrontare “un alto prezzo” per essersi ritirati dall’accordo di Parigi sul clima, decisione presa dal presidente Donald Trump subito dopo l’inizio del suo mandato. La Silva ha messo in evidenza come gli Stati Uniti siano stati recentemente colpiti da gravi eventi climatici, dimostrando la realtà dei cambiamenti climatici. Pur riconoscendo che il ritiro degli Stati Uniti rappresenti una sfida per gli altri Paesi firmatari, che ora dovranno fare uno sforzo maggiore per rispettare gli impegni, la ministra ha osservato che gli effetti del cambiamento climatico sono ormai evidenti a livello globale. “Siamo in un momento cruciale”, ha affermato, sottolineando l’importanza di tradurre finalmente in azioni concrete le discussioni e le decisioni prese negli ultimi decenni per fronteggiare il riscaldamento globale.

L’Accordo di Parigi, un progetto naufragato? 

L’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, annunciata dal presidente Donald Trump nel 2017, ha rappresentato una delle decisioni più controverse durante il suo mandato. Trump ha giustificato il ritiro affermando che l’accordo danneggiava l’economia americana, in particolare per quanto riguarda le industrie energetiche tradizionali come il carbone e il petrolio. La sua amministrazione sosteneva che l’accordo imponeva agli Stati Uniti obblighi ingiusti, favorendo altre nazioni e limitando la crescita economica interna. Tuttavia, la decisione ha sollevato preoccupazioni a livello globale, con molti leader mondiali, esperti di climatologia e attivisti ambientali che hanno criticato aspramente il passo indietro degli Usa nella lotta contro il cambiamento climatico. L’uscita dagli accordi ha reso più difficile raggiungere gli obiettivi di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius, ma la decisione è stata invertita dal presidente Joe Biden nel 2021, che ha riportato gli Stati Uniti nell’accordo. Nonostante ciò, la mossa di Trump ha segnato un momento critico nella storia della diplomazia climatica, evidenziando la divisione tra la protezione ambientale e gli interessi economici a breve termine.

Il cambiamento climatico impatta sull’economia del Brasile 

Il Brasile sta affrontando una situazione climatica sempre più critica, con effetti devastanti sui suoi ecosistemi e sull’economia. Il paese, che ospita l’Amazzonia, una delle principali riserve di carbonio del pianeta, sta subendo gli impatti di un clima sempre più imprevedibile e estremamente caldo. Le recenti ondate di siccità, incendi forestali e deforestazione hanno messo a rischio la biodiversità e le risorse naturali, oltre a minacciare la sicurezza alimentare e idrica. Le condizioni meteorologiche estreme, come forti piogge e inondazioni, stanno danneggiando le infrastrutture e creando difficoltà nei settori agricolo e industriale, che sono fondamentali per l’economia brasiliana.

Le conseguenze economiche sono rilevanti: la perdita di produttività agricola a causa di siccità o inondazioni, insieme al crescente costo delle misure per affrontare gli eventi climatici estremi, sta mettendo sotto pressione le finanze del paese. L’agricoltura, uno dei principali motori economici del Brasile, sta affrontando danni diretti alle coltivazioni e alle esportazioni. In particolare, la scarsità di acqua sta colpendo le colture di soia, caffè e canna da zucchero, con impatti a lungo termine sui mercati globali. Inoltre, la crescente incidenza di eventi climatici estremi sta aumentando i costi per la gestione delle risorse naturali e per la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate. In un contesto globale di lotta contro il cambiamento climatico, il Brasile si trova ad affrontare non solo le sfide ambientali, ma anche le difficoltà economiche legate all’adattamento e alla mitigazione dei danni causati dal riscaldamento globale.