Connettività affidabile e resiliente in Europa. Eliminare gradualmente i fornitori ad alto rischio
Connettività affidabile e resiliente in Europa —
Secondo quanto riportato da Euroactiv, l’Unione Europea sta raddoppiando gli sforzi per rafforzare l’integrità dell’infrastruttura di comunicazione del continente, alla luce dei crescenti segnali che indicano come la connettività europea sia sempre più vulnerabile ad attacchi e interferenze da parte di potenze straniere. L’obiettivo è porre un nuovo accento sulla necessità di garantire fornitori affidabili e sicuri per reti di telecomunicazioni, satelliti per comunicazioni e imbarcazioni utilizzate per la riparazione di cavi sottomarini, settori considerati oggi strategici per la sovranità digitale dell’UE. Questo emerge dall’ultima bozza di conclusioni della presidenza polacca del Consiglio, in merito all’iniziativa per una “connettività affidabile e resiliente”.
Le conclusioni aggiornate riflettono un crescente allarme, sia a Bruxelles sia nelle capitali degli Stati membri, rispetto alla vulnerabilità della dorsale di comunicazione europea. Tra gli episodi che hanno alimentato questa preoccupazione vi sono lo scandalo di lobbying che ha coinvolto Huawei, le sospette azioni di sabotaggio che hanno danneggiato diversi cavi sottomarini nel Mar Baltico nell’autunno 2023, e le incertezze legate al ruolo di Elon Musk nella fornitura del servizio satellitare Starlink all’Ucraina. Quest’ultimo caso, in particolare, ha riacceso il dibattito sulla dipendenza europea da attori privati extra-UE per servizi critici.
Il rafforzamento della sicurezza delle reti
Gran parte dei cambiamenti tra la nuova bozza e quella precedente sono una risposta diretta a questi eventi, a partire dal rafforzamento della sicurezza delle reti. La bozza ora evidenzia l’urgenza di adottare un nuovo strumento per eliminare gradualmente i fornitori ad alto rischio da tutte le reti di telecomunicazioni e dai sistemi informativi.

Secondo fonti di Euractiv, questo strumento riguarderebbe non solo l’infrastruttura mobile (conosciuta come “cassetta degli attrezzi 5G”) ma anche quella fissa (“cassetta degli attrezzi ICT”), e includerebbe i sistemi critici utilizzati nel settore automobilistico, un comparto in rapida digitalizzazione.Tuttavia, non è ancora chiaro se tutti gli Stati membri adotteranno l’iniziativa con lo stesso slancio. A cinque anni dal lancio della toolbox 5G, la sua implementazione rimane disomogenea, ostacolata in gran parte dai costi elevati e dalle pressioni politiche di alcuni fornitori non europei.
Lo spazio e i satelliti
Per quanto riguarda lo spazio, l’UE appare in svantaggio rispetto ai suoi concorrenti. Attualmente, Starlink di SpaceX conta oltre 7.000 satelliti in orbita, mentre la francese Eutelsat – il principale operatore satellitare europeo – ne possiede meno di 700. Inoltre, il consorzio europeo IRIS (Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite), lanciato nel 2022 per contrastare la dipendenza dai servizi satellitari non europei, sta ancora muovendo i primi passi, con l’obiettivo di operare a pieno regime solo a partire dal 2027.
Nonostante il divario numerico, la bozza ricorda che la quantità di satelliti non è l’unico parametro rilevante per garantire un servizio resiliente: la qualità delle connessioni, la sicurezza dei segnali e la possibilità di collegamento diretto con i dispositivi mobili sono altrettanto cruciali. In tal senso, l’UE punta a basare i futuri requisiti per le costellazioni satellitari sulle raccomandazioni del Radio Spectrum Policy Group (RSPG), che attualmente lavora a un parere strategico sull’approccio all’innovativa tecnologia “direct-to-device”.
I cavi sottomarini
Sul tema dei cavi sottomarini – veri e propri “nervi” della comunicazione globale – la bozza prevede nuove misure di protezione. Sono state aggiunte due menzioni specifiche alle “navi portacavi”, ovvero le imbarcazioni specializzate nella riparazione dei cavi delle telecomunicazioni. L’affidamento di questi compiti ad operatori non europei è visto come un potenziale rischio di sicurezza, con la possibilità di interferenze tecniche o di sorveglianza non autorizzata.
Pur senza approvare formalmente la proposta della Commissione di creare una “riserva UE per le navi portacavi” — un’iniziativa il cui costo stimato si aggira su alcune centinaia di milioni di euro — la bozza suggerisce di potenziare e coordinare meglio le capacità esistenti, eventualmente attraverso consorzi pubblici-privati.
La presidenza polacca intende presentare e adottare le conclusioni finali nel corso del Consiglio dei ministri dei trasporti, telecomunicazioni ed energia, previsto per il prossimo 6 giugno a Lussemburgo. L’esito di questo incontro potrebbe segnare un passo decisivo per una politica europea più assertiva sulla sicurezza della connettività.

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