Candriam: dove trovare opportunità di investimento nei mercati del credito

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L’intensa turbolenza sui mercati finanziari dell’ultimo mese e la divergenza delle politiche monetarie sulle due sponde dell’Atlantico hanno contribuito ad alimentare un contesto di volatilità. Questo ha creato tensioni incrociate nei mercati del credito, che dovevano già fare i conti con l’incertezza macroeconomica.

L’instabilità di aprile ha lasciato il segno sui mercati. I fondamentali si sono notevolmente indeboliti. I manager delle società, turbati dall’imprevedibilità delle politiche tariffarie, hanno progressivamente sospeso le forward guidance sugli utili, con i settori retail e dell’automotive particolarmente esposti. Negli Stati Uniti, i default aziendali stanno aumentando a un ritmo allarmante. Secondo S&P Global, nel primo trimestre del 2025 si sono verificati 188 default di aziende di grandi dimensioni, il dato trimestrale più alto dal 2010. A rendere più complicata la situazione, c’è il fatto che quest’anno dovranno essere rifinanziati 150 miliardi di dollari di debito con rating inferiore all’investment-grade, per cui si dovranno affrontare costi di finanziamento notevolmente più elevati.

Guardando al futuro, le prospettive per i mercati del credito dipenderanno in larga misura da fattori tecnici. Da un lato, i rendimenti elevati (circa il 5% per gli IG statunitensi e il 3% per gli IG europei, e al 6% e all’8% rispettivamente per gli HY europei e USA ) offrono un carry interessante e un cuscinetto contro un ulteriore ampliamento degli spread.  Il credito ha dimostrato una notevole resilienza rispetto ad altri asset di rischio dall’inizio dell’anno. Inoltre, sebbene i fondamentali si stiano indebolendo, questo avviene rispetto ai livelli relativamente solidi, il che suggerisce l’assenza di una crisi immediata.

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Tuttavia, la psicologia del mercato resta fragile. Titoli di giornale negativi o un sentiment di risk off potrebbero innescare ulteriori deflussi, esercitando pressione sugli spread ed esacerbando la volatilità. Particolarmente preoccupante è lo spettro dei fallen angels, ovvero grandi emittenti come Ford che passano dallo status IG a quello HY, il che potrebbe mettere a dura prova la liquidità del mercato e amplificare le pressioni di vendita.

Va sottolineato, però, che, in un contesto di volatilità si celano anche opportunità: i mercati del credito stanno entrando in una fase di maggiore dispersione, che favorisce gli investitori che selezionano attentamente settori ed emittenti. I settori meno esposti agli shock macroeconomici, come le telecomunicazioni, probabilmente avranno performance migliori rispetto a settori più ciclici come l’automotive e il retail. Dal punto di vista geografico, il credito europeo potrebbe offrire una relativa resilienza, sostenuto dalla posizione accomodante della BCE, mentre il credito statunitense potrebbe rivelarsi più vulnerabile, considerando l’aumento dell’inflazione e gli elevati livelli dei tassi negli Stati Uniti.

In un simile contesto, gli investitori devono monitorare attentamente i fattori tecnici, mantenendosi e posizionando i portafogli per navigare, e persino trarre vantaggio, dal  panorama del credito globale.

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