GAM: Il debito dei mercati emergenti offre rendimenti reali interessanti, resilienza macroeconomica e diversificazione
In un mondo caratterizzato da rendimenti ridotti nei mercati sviluppati e da una crescente fragilità fiscale, il debito dei mercati emergenti si sta riaffermando come allocazione strategica, non solo come operazione tattica. Offre rendimenti interessanti, diversificazione e allineamento con le tendenze di crescita globali. Con rendimenti reali che rimangono attraenti rispetto ai mercati sviluppati, sostenuti dal miglioramento delle dinamiche inflazionistiche e da fondamentali fiscali più solidi, il reddito fisso dei mercati emergenti offre agli investitori una preziosa protezione dall’inflazione e la generazione di reddito. Riteniamo che il reddito fisso dei mercati emergenti sia ben posizionato per il 2026.
Lezioni dal 2025
La lezione principale del 2025 è stata chiara: la differenziazione è importante, sia in termini di credito che di geografia. Nonostante la volatilità legata agli annunci sui dazi statunitensi di aprile e al rinnovato rafforzamento del dollaro a metà anno, la crescita dei mercati emergenti è rimasta stabile al 4,1%.
In primo luogo, i rischi tariffari e geopolitici sono sempre più specifici per settore e paese, con le società dell’ASEAN e i titoli sovrani dell’Europa orientale che hanno dimostrato di essere resilienti. Nel 2026, stiamo traducendo questa lezione in un’esposizione più mirata, evitando un’eccessiva concentrazione nei crediti sensibili al commercio e ponendo l’accento sui beneficiari del commercio tra i mercati emergenti.
In secondo luogo, il 2025 ha ribadito che lo slancio del credito supera i rating creditizi statici. Nel settore sovrano, diversi emittenti high yield hanno sovraperformato grazie ai significativi progressi compiuti in materia di consolidamento fiscale, all’ottenimento di finanziamenti esterni o all’attuazione di riforme strutturali. Al contrario, alcuni titoli sovrani investment grade hanno sottoperformato a causa dell’incertezza politica e dello slittamento fiscale che hanno minato la fiducia degli investitori. Il credito societario ha invece registrato una dinamica opposta: le società investment grade hanno ampiamente sovraperformato quelle ad alto rendimento, grazie alla solidità dei bilanci e alla capacità difensiva del settore. Nel complesso, la lezione è chiara: i mercati hanno premiato i cambiamenti positivi, sia attraverso upgrade, narrazioni di riforma o l’attuazione di politiche credibili.
In terzo luogo, gli asset in valuta locale hanno registrato una performance solida, beneficiando di differenziali di rendimento reali favorevoli, di una normalizzazione precoce delle politiche e di un miglioramento del sentiment degli investitori. Le valute dei mercati emergenti hanno beneficiato della credibilità interna e dell’indebolimento del dollaro.
Opportunità nel 2026
Le opportunità offerte dal debito dei mercati emergenti sono probabilmente le più interessanti degli ultimi anni. I mercati obbligazionari globali stanno affrontando il rischio di reinvestimento, con i rendimenti dei mercati sviluppati in calo e l’inflazione che rimane elevata. I mercati emergenti, al contrario, offrono rendimento, crescita e diversificazione, tutto in un’unica asset class.
All’interno di questa asset class, i titoli sovrani in valuta locale continuano a beneficiare di cicli di inasprimento monetario precoci e credibili, che ora stanno lasciando il posto a un allentamento. Questo, combinato con rendimenti reali ancora interessanti e dinamiche inflazionistiche in miglioramento, offre un potenziale di carry e di duration in mercati selezionati. Anche i titoli sovrani in valuta forte presentano un valore nei paesi orientati alle riforme, mentre le società mantengono bilanci sani e un indebitamento modesto rispetto alle loro controparti dei mercati sviluppati.
I fattori tecnici stanno diventando favorevoli. Dopo anni di deflussi sostenuti, il debito dei mercati emergenti è sottovalutato e il 2025 ha visto un significativo aumento della partecipazione crossover. Con una modesta nuova emissione netta, le dinamiche della domanda e dell’offerta sono più equilibrate, creando un contesto favorevole per la performance e il coinvolgimento degli investitori.
Infine, l’indebolimento del dollaro, determinato dalle crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti e dal più ampio dibattito sul deprezzamento, aggiunge un vento favorevole per i mercati emergenti, in particolare quelli locali. Sebbene non siano il principale motore di rendimento, il miglioramento della liquidità esterna e la relativa stabilità valutaria potrebbero migliorare la performance.
Considerato il panorama in evoluzione, in cui la geopolitica, la politica industriale e i riassetti commerciali stanno assumendo un ruolo sempre più importante nei risultati degli investimenti, la flessibilità e la gestione attiva saranno fondamentali. L’opportunità è reale, ma lo è anche la necessità di rimanere agili nel gestire sia il rischio che il rendimento in un universo dei mercati emergenti in continua evoluzione.







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