Tre scenari per il 2026, in quello centrale protagonisti gli investimenti in Europa
In un contesto di maggiore incertezza, prevediamo una serie di tre possibili scenari per il 2026 con diverse opportunità di allocazione degli asset.
Scenario centrale: lieve recessione negli Stati Uniti, crescita globale modesta
Il nostro scenario centrale prevede una recessione lieve negli Stati Uniti, determinata dai dazi doganali, dalla politica sull’immigrazione e dall’aumento della disoccupazione. In questo contesto, prevediamo un modesto allentamento da parte della Fed. Nel frattempo, le economie dell’eurozona e del Giappone dovrebbero registrare un’accelerazione grazie all’aumento degli stimoli fiscali. La Cina potrebbe registrare un’espansione stabile o leggermente in calo, poiché la spesa fiscale è compensata dai venti contrari del settore immobiliare. Il Regno Unito è incline a registrare una crescita piatta o leggermente rallentata, sostenuta da una politica monetaria accomodante. Le economie dei mercati emergenti, in particolare quelle asiatiche, sono posizionate per una ripresa, beneficiando dell’indebolimento del dollaro statunitense e delle dinamiche regionali favorevoli.
In questo scenario, privilegiamo le borse dei mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti, in particolare l’Eurozona e il Giappone, che beneficiano di valutazioni relativamente interessanti. Anche le azioni britanniche potrebbero registrare buoni risultati grazie a valutazioni relativamente basse, rendimenti da dividendi e da buyback elevati. In questo contesto, potrebbero esserci margini di rialzo per i titoli tecnologici cinesi, date le loro valutazioni inferiori rispetto a quelle dei loro omologhi statunitensi e il sostegno politico del governo cinese a determinati settori dell’industria tecnologica. In termini di stile, la qualità dovrebbe essere premiata, date le crescenti preoccupazioni per l’aumento del debito legato alla spesa per l’intelligenza artificiale (AI) e la crescita globale più debole. Nel reddito fisso preferiamo i titoli europei investment grade e high yield, poiché prevediamo un contesto di crescita positivo nell’eurozona. Sul fronte valutario, infine, le rispettive politiche monetarie dovrebbero sostenere lo yen giapponese e l’euro rispetto al dollaro statunitense. Il capitolo alternativi vede una preferenza per i metalli preziosi che hanno anche usi industriali, come oro, argento, palladio e platino, che possono rappresentare beni rifugio durante i sell-off, ma anche beneficiare della loro esposizione pro-ciclica durante i rialzi di mercato.
Scenario negativo: un contesto risk-off
Gli errori politici, insieme ad un forte calo degli investimenti in intelligenza artificiale, potrebbero spingere gli Stati Uniti in una recessione relativamente profonda in un contesto dove la Federal Reserve non è in grado di tagliare i tassi di interesse a causa dell’inflazione persistentemente elevata. La recessione economica risulterebbe attenuata per le economie che stanno attuando significativi stimoli fiscali, come l’eurozona, il Giappone e la Cina. In un ambiente “risk-off”, preferiamo azioni selezionate a grande capitalizzazione in settori difensivi quali beni di consumo di prima necessità e servizi di pubblica utilità regolamentati. Nel reddito fisso privilegiamo titoli protetti dall’inflazione, che dovrebbero registrare performance relativamente buone in un contesto di inflazione più elevata. Riteniamo interessante anche il debito sovrano con rating elevati, che sembra offrire un potenziale di resilienza di fronte a una grave recessione economica negli Stati Uniti. In un simile scenario, registreranno performance relativamente positive le valute considerate “rifugio” ma con una preferenza per il franco svizzero, il yen giapponese e l’euro, mentre siamo più cauti nei confronti del dollaro statunitense, vista una certa perdita di fiducia. Anche l’oro dovrebbe resistere adeguatamente in un contesto di avversione al rischio. Riteniamo che le strategie che seguono il trend e quelle di gestione del rischio di volatilità siano interessanti, in quanto in genere offrono una protezione dal ribasso in un contesto turbolento.
Scenario positivo: un anno favorevole al rischio
Le guerre commerciali finiscono e gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano ad aumentare. Le economie dei mercati emergenti, tra cui Cina e India, registrano un’accelerazione della crescita così come l’Eurozona e il Giappone. Negli Stati Uniti si verifica una modesta ripresa della crescita grazie all’allentamento della politica monetaria da parte della Fed. Il 2026 diventa così un anno favorevole al rischio: in questo scenario, le borse dei mercati emergenti asiatici, compresi quelle indiane e cinesi, appaiono interessanti e prevediamo che registreranno buoni risultati i titolitecnologici cinesi e statunitensi, i ciclici europei e quelli statunitensi a piccola e media capitalizzazione. Sul fronte obbligazionario sono interessanti le obbligazioni globali high yield e le obbligazioni dei mercati emergenti (preferibilmente in “valuta forte”) ma anche in valuta locale se i tassi di interesse reali aumentano e si verifica una disinflazione ragionevole. Preferiamo le valute esposte alle materie prime, come il dollaro canadese e il dollaro australiano, che potrebbero sovraperformare in un contesto di propensione al rischio, data la maggiore domanda di materie prime industriali in presenza di crescita economica. In questo scenario, le strategie trend-following consentirebbero probabilmente agli investitori di partecipare in modo significativo a un contesto di propensione al rischio.

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