Fed, tassi fermi. Mercato del lavoro stabile, crescita possibile

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Le previsioni si sono confermate. La banca centrale americana ha lasciato invariati i tassi di interesse, mentre i dati macro mostrano una crescita robusta e un mercato del lavoro in stabilizzazione, in un momento segnato da pressioni politiche e timori per l’indipendenza della Federal Reserve.

In conferenza stampa, il presidente della Fed, Jerome Powell ha affermato: “molti dei miei colleghi ritengono difficile guardare ai dati in arrivo e sostenere che la politica sia oggi significativamente restrittiva”, suggerendo che l’attuale livello dei tassi non rappresenta più un freno rilevante per la crescita.

La decisione arriva in una fase complessa per la banca centrale. Powell ha ribadito con forza l’importanza dell’indipendenza della banca centrale, definendola un elemento essenziale delle democrazie avanzate e una protezione contro la politicizzazione della politica monetaria. Dichiarazioni che arrivano in un momento in cui Trump ha intensificato le pressioni sulla Fed, criticando Powell e altri membri del board, intervenendo sulle nomine e sostenendo che il presidente dovrebbe essere consultato sulle decisioni sui tassi.

Powell ha avvertito che un’ingerenza politica diretta nella politica monetaria potrebbe compromettere la capacità della banca centrale di operare nell’interesse dell’economia, soprattutto durante i cicli elettorali, quando le decisioni sui tassi potrebbero essere utilizzate per fini politici. Il banchiere ha aggiunto che l’indipendenza non è stata persa e che il sistema continua a funzionare come strumento per garantire stabilità e servizio al pubblico, pur riconoscendo che nessuna banca centrale è perfetta.

Il presidente della Fed ha indicato che si potrebbe avviare un allentamento della politica monetaria una volta che l’inflazione mostrerà segnali chiari di raffreddamento: l’istituto sta monitorando in particolare l’impatto dei dazi sui prezzi dei beni, prevedendo che tali effetti raggiungeranno un picco per poi iniziare a diminuire nel corso dell’anno, a condizione che non vengano introdotti nuovi aumenti tariffari significativi. “Se vedremo questo andamento, sarà un’indicazione che possiamo allentare la politica”, ha dichiarato, lasciando intendere che la Fed resta pronta a reagire ai progressi sul fronte dell’inflazione pur mantenendo un approccio prudente.

Il commento di Kay Haigh, global co-head of Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management

“La Fed è probabilmente destinata a una pausa prolungata, poiché la solidità dei dati sull’attività economica e i segnali di stabilizzazione del mercato del lavoro indicano una scarsa necessità di ulteriori interventi precauzionali. Tuttavia, ci aspettiamo che l’allentamento della politica monetaria riprenda più avanti nel corso dell’anno, quando una moderazione dell’inflazione consentirà due ulteriori tagli di ‘normalizzazione’, riportando i tassi verso i livelli che i membri neutri del FOMC considerano neutrali.”