Azionario, ancora emergenti vs sviluppati nei prossimi mesi

Joe Amato, President e Chief Investment Office di Neuberger Berman -

Dopo un anno volatile ma solido, crediamo che il contesto continui ad essere favorevole all’azionario: la crescita degli utili è robusta, l’attività globale si sta consolidando e la maggior parte delle Banche centrali sta passando, sebbene in modo disomogeneo, a una politica di allentamento monetario. Questa combinazione spiega perché gli shock geopolitici di notevole entità, più recentemente legati al Venezuela, non siano finora riusciti a interrompere il trend rialzista. In questo contesto, siamo diventati più ottimisti sui mercati emergenti, dove intravediamo margini di recupero ciclico e un più ampio rialzo delle valutazioni. L’India si distingue per le valutazioni migliorate rispetto al recente passato, il miglioramento del momentum macroeconomico e le prospettive di un continuo afflusso di capitali esteri. Il Brasile offre un percorso diverso ma complementare, sostenuto dall’allentamento monetario, dalla domanda di materie prime e da valutazioni più interessanti. Questi cambiamenti si affiancano ad un atteggiamento ancora positivo nei confronti dei titoli azionari statunitensi, europei e giapponesi, anche se stiamo moderando le aspettative per i mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti, dato il livello già raggiunto dalla ripresa delle valutazioni. Negli Stati Uniti, in particolare, prevediamo che la leadership continuerà ad ampliarsi oltre le mega-cap, con i titoli a piccola e media capitalizzazione in una posizione migliore per partecipare alla maturazione del ciclo.

In termini di posizionamento, i principali cambiamenti rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso riguardano:

  • rimaniamo sostanzialmente positivi sull’azionario, mantenendo l’obiettivo sull’ US all cap e un posizionamento di sovrappeso sull’azionario globale, mentre abbiamo aggiornato il nostro posizionamento sui mercati emergenti – guidati da India e Brasile-assumento un posizionamento di sovrappeso;  
  • pur rimanendo costruttivi sui mercati sviluppati non statunitensi, in particolare Europa e Giappone, abbiamo rivisto al ribasso la nostra view il nostro target e modificato il nostro posizionamento sul Giappone, portandolo ad un moderato sovrappeso;
  • il miglioramento dei listini emergenti riflette in gran parte l’innalzamento dell’India da sottopeso a sovrappeso e il passaggio del Brasile da target a sovrappeso.