Il Treasury USA rimane positivo
A ottobre nessuna sorpresa dall’inflazione americana. La core è rimasta stabile, registrando un incremento mensile dello 0,3% e un tasso annuo del 3,3%. Il CPI complessivo, includendo cibo ed energia, ha segnato un aumento annuo del 2,6%, la prima accelerazione su base annua da marzo, trainato principalmente dagli affitti. I dati confermano che la lotta contro l’inflazione procede lentamente, con alcune voci di spesa, come le auto usate e gli affitti, ancora in aumento. Tuttavia, le pressioni inflazionistiche restano contenute per i restanti beni di consumo. Questo quadro potrebbe lasciare spazio al FOMC per una possibile riduzione dei tassi a dicembre.
Pur con un dato in linea con le attese, il Treasury ha reagito positivamente, riflettendo l’emotività di questi giorni. La notizia è stata presa con sollievo, dopo che il mercato aveva già anticipato una recrudescenza inflattiva ancor prima, non solo dell’introduzione dei nuovi dazi, ma anche del risultato elettorale. La tendenza di fondo rimane quella evidenziata ormai da tempo, di un progressivo rialzo dei tassi a lunga mentre.
Sulla parte breve, le attese di mercato stanno cambiando: confrontando i futures sui fed funds pre-elezioni e pre-riunione di novembre della Fed, con quelli attuali, si osserva una riduzione delle previsioni sui tagli per il 2025. Sarà essenziale attendere le dichiarazioni e le decisioni ufficiali di Trump e dell’esecutivo in merito a spesa pubblica e tagli fiscali, per valutare le possibili scelte future di politica monetaria da parte della Fed.
Tutto questo sta influenzando la curva dei rendimenti del Treasury, come evidenziato dallo spread 2-10 anni. Dalla metà dello scorso anno, la curva ha iniziato a irripidirsi, con la normalizzazione della parte breve che ora rende meno di quella lunga di circa 14 basis point. Le attese di minori tagli dei tassi potrebbero rallentare questo processo. Se i segnali politici continuassero nella direzione attuale, potremmo però osservare rendimenti più elevati sia a breve, sia a lungo termine.
Negli Stati Uniti il rimbalzo delle vendite di auto ha sostenuto le vendite al dettaglio di ottobre +0,4%, sopra il consenso dello 0,3%, nonostante un calo nella spesa per prodotti sanitari e altri beni discrezionali. Le revisioni al rialzo dei dati di settembre indicano una dinamica dei consumi ancora robusta, supportata dalla crescita del reddito e dall’accesso al credito. La spesa dovrebbe rimanere stabile fino a fine anno, sostenuta dal sentiment post-elettorale, ma in futuro sarà influenzata dalle condizioni del mercato del lavoro.

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