Pagamenti digitali più integrati: Bancomat, Bizum, SIBS-MB WAY e Vipps MobilePay siglano un Protocollo di interoperabilità

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Una svolta per i pagamenti digitali in Europa: quattro grandi player uniscono le forze per rendere più semplici, sicuri e trasversali le transazioni tra utenti e esercenti, superando i confini dei singoli ecosistemi.

Un accordo di portata europea

In un settore in rapida trasformazione come quello dei pagamenti digitali, un accordo di portata europea segna un nuovo passo verso la piena interoperabilità tra le principali piattaforme di trasferimento di denaro istantaneo. Bancomat, Bizum, SIBS-MB WAY (il principale sistema di pagamenti portoghese) e Vipps MobilePay (che unisce gli ecosistemi norvegese e danese) hanno firmato un Protocollo d’intesa per l’integrazione dei pagamenti, con l’obiettivo di permettere agli utenti di inviare e ricevere denaro tra loro indipendentemente dalla piattaforma utilizzata.

L’intesa nasce in un momento in cui l’adozione dei pagamenti digitali è diventata mainstream, ma la frammentazione tra ecosistemi nazionali e regionali rappresenta ancora una barriera significativa alla piena diffusione di esperienze seamless, soprattutto nei contesti transfrontalieri e nell’e-commerce.

Cosa prevede il Protocollo di interoperabilità

L’accordo tra Bancomat, Bizum, SIBS-MB WAY e Vipps MobilePay si concentra su alcuni punti chiave:

Integrazione delle infrastrutture tecnologiche delle rispettive piattaforme, permettendo a un utente di una rete di inviare pagamenti istantanei a un utente di un’altra. Standard comuni di sicurezza e autenticazione, per garantire che la protezione dei dati e la gestione dei fondi avvengano con livelli elevati di tutela. Ruoli e responsabilità definiti per ciascun operatore nel processo di regolamento delle transazioni, con chiarezza sugli SLA (service-level agreement) e sulla gestione delle contestazioni. Integrazione progressiva dei wallet digitali con terminali POS e codici QR interoperabili sui punti vendita.

Il risultato atteso è un ecosistema di pagamenti più inclusivo, in cui la scelta della piattaforma non limita la capacità di effettuare transazioni con altri utenti o esercenti.

Secondo gli analisti della stampa finanziaria internazionale, questo Protocollo arriva in un momento in cui il mercato dei pagamenti digitali è sempre più competitivo e in evoluzione, tenendo conto di concorrenza di Big Tech (wallet globali, social payments, infrastrutture basate su licenze europee) e spinta regolatoria dell’Unione Europea verso il rafforzamento dei pagamenti digitali (PSD2, Instant Payments, digital euro). Inoltre, è forte l’esigenza delle banche e dei PSP di difendere quote di mercato anche nella user experience quotidiana. Tutti questi fattori spingono verso una maggiore cooperazione tra operatori storici e nuovi attori.

Il Financial Times ha richiamato l’attenzione sull’importanza di ridurre la frammentazione dei pagamenti istantanei tra paesi e sistemi: “Un utente italiano che usa Bancomat per trasferire denaro non deve più temere di trovarsi ‘prigioniero’ di quell’ecosistema quando paga o riceve da un utente portoghese o nordico, ma servono standard tecnici e governance condivisi”.

Un passo verso l’Europa dei pagamenti istantanei

L’accordo rispecchia anche la direzione tracciata dalla Commissione Europea, che con le direttive sui servizi di pagamento e in vista di un possibile euro digitale vuole favorire strutture di pagamento interoperabili, competitive e sicure. Il cosiddetto Instant Payments European Framework immagina un mercato dei pagamenti dove un bonifico istantaneo o un trasferimento P2P sia semplice quanto un messaggio istantaneo.

In questa cornice, accordi bilateral-plurilaterali come quello firmato da Bancomat, Bizum, SIBS-MB WAY e Vipps MobilePay servono da “case study” operativi per testare soluzioni tecniche armonizzate prima di ipotizzare estensioni su scala più ampia.

Le opinioni dei principali quotidiani finanziari evidenziano che la strada è tracciata, ma richiede governance condivisa, sicurezza robusta e allineamento tra regolatori e operatori. Il successo dell’operazione, oltre alla sua implementazione tecnica, dipenderà da come verranno bilanciati innovazione, interoperabilità e tutela di utenti e mercato nell’era dei pagamenti “always on”.