Listini in rosso sui timori per i tassi Usa

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L’ipotesi di un aumento spaventa gli investitori. Avvio pesante in Europa dopo i ribassi di New York, venerdì, e dell’Asia, stamani

La Federal Reserve innalzerà i tassi di interesse, nella riunione di settembre, la settimana prossima? Gli investitori sembrano aspettarsi di sì. E arrivano le vendite. Venerdì scorso, dopo i cali sui listini europei, New York ha terminato gli scambi con i principali indici in ribasso di oltre il 2%. Questa mattina è toccata all’Asia. A Tokyo il Nikkei ha perso l’1,7%, mentre Hong Kong ha chiuso a meno 2,9% e Shanghai a a meno 1,2%.

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E ora si ricomincia dall’Europa. Milano ha aperto in ribasso, e ha poi ampliato le perdite fino a oltre il 2%. Parigi e Francoforte cedono poco meno di due punti percentuali, mentre Londra viaggia a meno 1,3%. 

Qualche indicazione sulle reali intenzioni della Fed verrà questa sera dal governatore della Fed di Chicago, Lael Brainar, che sarà l’ultimo dei membri del board a intervenire pubblicamente prima del silenzio che precede la riunione dell’Open Market Committee del 20 e 21 settembre.

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In rialzo lo spread fra Btp e Bund tedesco, salito a 126,8 punti base in avvio di giornata, dai 124 di venerdì; il decennale italiano rende l’1,282%.

La moneta unica viene scambiata a 1,1249 dollari, stabile rispetto ai 1,1268 dollari di venerdì.

In piazza Affari le vendite colpiscono, una volta di più, le banche. Pesanti in particolare Ubi, Mps, Unicredit e Banco Popolare, in calo di oltre il 3%. 

La Fondazione Mps e il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan hanno chiesto che la nomina del nuovo amministratore delegato di Banca Mps, dopo l’uscita di Fabrizio Viola, avvenga in tempi rapidi, e in effetti potrebbe avvenire già fra mercoledì e giovedì prossimi. In pole position c’è sempreMarco Morelli, Ceo di Bank of America Merrill Lynch Italia dall’ottobre del 2012, e con un passato in Mps. 

In casa Unicredit tiene banco intanto la cessione di Pioneer. Secondo i giornali l’Ad Jean-Pierre Mustier avrebbe incaricato l’advisor JP Morgan di portare avanti le trattativie con Allianz, Banca Generali, Poste, Amundi e Macquarie. Il termine è il prossimo 19 settembre.

In rosso (meno 2,6%) anche Bpm, dopo il via libera anche della Bce alla fusione con il Banco Popolare. Nel pomeriggio si riuniscono i board dei due istituti per convocare le rispettive assemblee straordinarie, che si terranno probabilemnte il 15 ottobre.

Poste Italiane cede circa un punto percentuale. Nel fine settimana, il ministro dell’Economia Padoan ha confermato che la cessione della seconda tranche della società slitterà probabilmente al 2017.