Milano: banche in rosso nel post referendum

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Il Ftse Mib perde in avvio il 2%, ma poi ritraccia. Pesanti Mps, Bpm e Banco

La vittoria schiacciante del no al referendum costituzionale di ieri, e il conseguente annuncio di dimissioni da parte del premier Renzi, stanno mostrando i loro effetti sui listini: forti vendite sulle banche italiane, le più esposte alla crisi che mette in dubbio il piano di salvataggio del governo, tensioni sui cambi e sullo spread Btp Bund. Ma tutto sommato, almeno per ora, la reazione non è di panico.

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Il principale indice di piazza Affari, il Ftse Mib ha aperto a meno 2%, ma la perdita si è rapidamente ridimensionata, e a mezz’ora dall’avvio degli scambi si attesta a meno 0,65%, anche se la volatilità resta elevata. A pesare sono innanzitutto Banca Mps, a meno 6% dopo aver faticato a fare prezzo in apertura, Popolare Milano (-5,7%), e poi Banco, Intesa Sanpaolo, Ubi, Bper. In netto calo anche Unicredit, che ha annunciato oggi di avere avviato con Aumundi il negoziato in esclusiva per la cessione di Pioneer. Segno più invece per StMicroelectronics e Leonardo Finmeccanica.

Positivi invece gli altri listini europei, e in particolare Francoforte, che sale di oltre un punto percentuale.

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Sul fronte obbligazionario, dopo una iniziale fiammata fino a 178 punti base, lo spread Btp-Bund si è attestato a 170, dai 162 dell’ultima seduta con il titolo italiano che torna a rendere il 2% circa.

Anche il cambio euro – dollaro, che subito dopo l’annuncio del risultato elettorale italiano aveva visto la valuta europea scendere ai minimi degli ultimi 20 mesi, ha ripreso un andamento più tranquillo, e l’euro è risalito intorno a 1,06 dollari. A rasserenare il clima, sui mercati internazionali, è stata anche la vittoria alle presidenziali austriache del candidato verde Alexander Van der Bellen contro il leader della destra Norbert Hofer.

Ma soprattutto si guarda con fiducia alle mosse che metterà in campo la Banca centrale europea. Giovedì il presidente Mario Draghi dovrebbe annunciare un prolungamento del quantitative easing ma già oggi la Bce è pronta a intervenire con acquisti di Btp. Oggi è in calandario inoltre la riunione dell’Eurogruppo: non ci sarà il ministro italiano Pier Carlo Padoan, che è tra i nomi più probabili per la guida di un nuovo governo.