Jazz’Inn 2026: verso l’Umanità Aumentata. Da Roma prende forma il decennale di Fondazione Ampioraggio
Al via la call for partner: istituzioni e imprese chiamate a costruire insieme Jazz’Inn 2026

L’incontro che si è tenuto a Roma, presso la Sala “David Sassoli” di Palazzo Valentini (link: https://www.youtube.com/watch?v=yp_UnGU6URI), ha segnato l’avvio ufficiale del percorso verso il Decennale di Jazz’Inn e i dieci anni di attività di Fondazione Ampioraggio. Un momento di confronto riservato, promosso in collaborazione con laCommissione Innovazione Tecnologica di Roma Capitale, che ha riunito istituzioni, partner e stakeholder per condividere una visione comune: l’Umanità Aumentata.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre annunciata la sede assegnata da Roma Capitale alla tappa romana di Jazz’Inn 2026: l’Acquario Romano, luogo simbolico che ospiterà i lavori dell’edizione capitolina dal 9 al 13 novembre.
In dieci anni Jazz’Inn ha dimostrato che l’innovazione non è una questione di luoghi centrali o periferici, ma di relazioni, fiducia e intelligenza collettiva. Nato come format visionario e fuori dagli schemi, il living lab di Ampioraggio ha attraversato l’Italia unendo nord e sud, aree interne e città, generando progetti concreti, collaborazioni durature e investimenti misurabili. Pietrelcina, Laigueglia, Bracciano, Roseto Capo Spulico, Scanno, Scopello, Merano, Campobasso sono state tappe di un percorso che ha coinvolto centinaia di attori dell’innovazione e ha costruito uno spazio unico di confronto, dove le idee si incontrano e diventano azione.
Oggi quell’ecosistema entra in una nuova fase. Umanità Aumentata è il nome scelto per raccontare un’evoluzione che mette ancora più chiaramente al centro le persone, i territori e la capacità di fare squadra. Una visione che punta a connettere in modo strutturato le aree interne con le grandi aree metropolitane, costruendo un dialogo continuo tra comunità locali, imprese, istituzioni e mondo della ricerca, in un’ottica di autentica coesione nazionale.
Una doppia tappa di Jazz’Inn
Il 2026 sarà segnato da una doppia tappa di Jazz’Inn, che racconta la doppia anima del percorso costruito in questi anni: territori e città, aree interne e contesti urbani che condividono sfide e opportunità comuni. Dal 29 giugno al 3 luglio, Jazz’Inn farà tappa a Ostra, per lavorare a stretto contatto con le comunità e rafforzare il living lab come spazio di ascolto e progettazione condivisa. Dal 9 al 13 novembre, il percorso proseguirà a Roma, letta non come centro astratto ma come insieme di quartieri, margini e aree interne urbane, dove portare lo stesso metodo di lavoro sperimentato nei territori, con l’obiettivo di fare di Roma e della sua area metropolitana un ecosistema urbano dell’innovazione, capace di valorizzare il capitale umano, le competenze diffuse e la partecipazione civica. Due tappe diverse, una sola traiettoria: mettere in dialogo luoghi che raramente si incontrano, costruendo ponti tra centro e periferie urbane, e facendo dell’innovazione un processo che nasce dal basso e cresce nelle relazioni.
L’incontro del 28 gennaio ha rappresentato il primo tassello di questo percorso: un momento di co-design strategico per condividere obiettivi, metodo e ambizioni del Decennale. L’obiettivo è fondere la flessibilità e l’efficacia del modello Jazz’Inn con il coinvolgimento attivo di Ministeri, grandi aziende pubbliche e private, investitori e istituzioni europee, dando vita a una piattaforma di Open Innovation orizzontale capace di valorizzare gli investimenti in sostenibilità e innovazione e di metterli in relazione diretta con il fermento dei talenti italiani. In questa prospettiva si inserisce il road show nazionale che accompagnerà Jazz’Inn 2026 e che, nel corso dell’anno, toccherà almeno dieci regioni italiane, rafforzando il dialogo con territori. Un percorso diffuso che conduce alla tappa romana, dove i case giver – istituzioni, corporate, città metropolitane e regioni – saranno chiamati a condividere le traiettorie di investimento previste nei prossimi anni sui temi dell’innovazione, della rigenerazione urbana e della sostenibilità.
Elisabetta Giacosa, Presidente del Consiglio di Amministrazione Fondazione Ampioraggio ha dichiarato: “Il percorso che stiamo attraversando assomiglia a una maratona: richiede visione, continuità e capacità di tenere insieme pensiero, relazioni e azione. È iniziato tempo fa con una riflessione strategica sul futuro della Fondazione, ha trovato una forte dimensione relazionale a Campobasso e oggi entra in una fase più operativa. Nei prossimi mesi proseguirà attraverso tappe e incontri diffusi sul territorio nazionale, a partire da Ostra, coinvolgendo istituzioni, comunità e soci della Fondazione, fino ad arrivare a Roma. Un cammino che conferma il valore di un metodo fondato su ascolto, collaborazione e responsabilità condivisa.”
Riccardo Corbucci, Presidente Commissione Innovazione Tecnologica Roma Capitale ha dichiarato: “Roma ha investito in modo significativo negli ultimi anni sull’innovazione tecnologica e sulla digitalizzazione dei processi. Oggi la sfida è compiere un passo ulteriore: costruire spazi strutturati di confronto e co-progettazione in grado di dare senso, direzione e visione alla trasformazione in atto. Jazz’Inn rappresenta un’occasione importante perché rimette al centro le persone come protagoniste del cambiamento, non solo come destinatari. Un contesto di lavoro condiviso in cui amministrazioni, imprese, associazioni, università e scuole possono confrontarsi sui bisogni reali dei territori e contribuire alla costruzione di una visione comune di innovazione sociale. È questo il tipo di innovazione di cui una città complessa come Roma ha oggi bisogno.”
Antonella Melito, Vicepresidente Commissione Innovazione Tecnologica Roma Capitale ha dichiarato: “Portare Jazz’Inn a Roma rappresenta una sfida collettiva che coinvolge istituzioni, territori e comunità. La Fondazione Ampioraggio porta un patrimonio di competenze e di metodo costruito nel tempo, che l’Amministrazione capitolina intende valorizzare all’interno di una visione capace di parlare alla città e al Paese. In un contesto internazionale complesso, il concetto di Umanità Aumentata richiama la necessità di governare la trasformazione tecnologica mettendo al centro le persone, le relazioni e la partecipazione civica. Roma ha la responsabilità di tradurre innovazione, sviluppo e attrattività in benefici concreti per la qualità della vita e per il futuro delle comunità”.

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