Il prof. Pascolini dell’Università di Padova traccia un quadro esauriente dei princìpi messi a punto nell’Ottocento dal pensiero umanitario giuridico di politica internazionale e culminati in precise convenzioni, alla fine ampiamente violati nelle due guerre mondiali; si tratta di princìpi umanitari che portarono alle Convenzioni di Ginevra, poi ancora ampiamente violati. Ma a fronte delle atrocità delle attuali guerre, non si può non appellarsi a quella coscienza di “diritto naturale” che riguarda i diritti umani e che dovrebbe presiedere ad ogni società civile.
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L’importanza del diritto consuetudinario sta nella sua validità per tutta la comunità mondiale, a prescindere dalla ratifica formale da parte dei singoli Stati, essendo riconosciuto come “una prassi generale accettata come legge”. La commissione internazionale di giuristi incaricata dall’ICRC Comitato internazionale della Croce Rossa ha prodotto nel 2005 il corpo delle norme umanitarie consuetudinarie da rispettare da ogni Stato in ogni conflitto armato.
Le norme enfatizzano quattro principi fondamentali, che devono venir rispettati universalmente:
– la necessità militare,
– la distinzione fra civili e militari,
– la proporzionalità fra risultati militari e danni “collaterali”,
– l’esigenza di umanità nella conduzione dei conflitti, a conferma del sostanziale carattere limitato dell’uso lecito della forza militare, le necessità della guerra dovendo cedere di fronte alle esigenze di umanità.