Banche avare con famiglie e imprese

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Per l’Abi a maggio in calo i prestiti mentre crescono ancora le sofferenze. Il tasso medio sui nuovi mutui è al 2,24%, nuovo minimo storico

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

A maggio restano al palo i prestiti delle banche verso famiglie e imprese mentre risultano ancora in crescita le sofferenze, ovvero i crediti inesigibili o difficilmente recuperabili.
La fotografia è scattata nell’ultimo bollettino mensile dell’Abi, l’associazione che riunisce e rappresenta gli istituti di credito italiani.

In dettaglio, a maggio è risultata positiva per lo 0,3% la variazione annua del totale dei prestiti all’economia, che include famiglie, imprese e pubblica amministrazione.
I prestiti solo a famiglie e imprese hanno invece registrato un calo marginale di -0,04% nei confronti di maggio 2015, dopo il calo di -0,5% registrato il mese precedente.
Si conferma in ripresa, poi, il mercato dei mutui per l’acquisto di immobili.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

“Sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, relativi ad aprile 2016, l’ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva di +1,4% nei confronti di fine aprile 2015”, scrive l’Abi in una sintesi del rapporto, segnalando come il dato confermi la ripresa del mercato dei mutui, aggiungendo che i tassi per nuovi contratti e finanziamenti alle imprese viaggiano su valori minimi.
In particolare, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,24%, nuovo minimo storico (circa i due terzi sono mutui a tasso fisso). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è all’1,82%, sempre nuovo minimo storico.

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Il capitolo sofferenze: quelle nette a fine aprile sono salite a 84 miliardi di euro da 83,1 miliardi di marzo. In rapporto agli impieghi, le sofferenze nette sono al 4,67%, in crescita dal 4,58% di marzo.

Sul versante dei depositi, infine, a fine maggio sono saliti di quasi 45 miliardi, in crescita su base annua del 3,5%.
Continua a calare, però, la provvista da obbligazioni, in riduzione annua del 15,4%. Il saldo complessivo porta a una diminuzione di raccolta a fine maggio dell’1,1% su base annua.

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