Eni, concluso il bootcamp “Seeds for Sustainable Energy”: promuovere la cultura imprenditoriale in Kenya e integrare soluzioni innovative nella filiera dell’agribusiness

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Eni ha promosso, nei giorni scorsi in Kenya, il bootcamp “Seeds for sustainable energy” iniziativa congiunta di open innovation che ha visto il coinvolgimento di Joule, la Scuola di Eni per l’Impresa e le aree Tech Open Innovation e agroenergy dell’azienda. Il progetto ha riguardato l’innovazione della filiera dell’agribusiness e dell’ecosistema agricolo in Kenya, con il supporto di BeEntrepreneurs. L’obiettivo è stato quello di individuare e selezionare fondatori di startup, innovatori locali e giovani talenti che intendono sviluppareprodotti e servizi ad alto potenziale per le iniziative legate all’agribusiness. Il bootcamp, svoltosi a Nairobi presso la sede di E4Impact Entrepreneurship Center, ha visto la partecipazione di 3 startups internazionali tra le oltre 300 analizzate e 10 soluzioni locali early-stage, tra le oltre 200 candidature ricevute all’avvio dell’iniziativa lo scorso gennaio. Durante il bootcamp, le startup locali hanno avuto l’opportunità di partecipare ad un percorso di sviluppo delle competenze imprenditoriali a cui hanno preso parte i rappresentanti di Eni in Kenya oltre alle istituzioni locali e italiane presenti sul territorio.

Con le 3 startups internazionali, si è approfondito il carattere tecnologico delle soluzioni definendo i potenziali use case.L’iniziativa si è conclusa con la premiazione delle tre start up locali considerate tra le più promettenti, che si sono aggiudicate un grant del valore di 10mila euro in servizi per il supporto alla crescita:
– FamerLifeLine Technologies: monitoraggio dello stato delle coltivazioni e accelerazione nella rilevazione di parassiti e malattie 2
– Farm IT: servizi digitali agli agricoltori per migliorare i loro mezzi di sussistenza
– Koch Food Waste Management Champions: raccolta e trasformazione di rifiuti in compost, fertilizzanti, bricchette e olio

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Contestualmente le aree Tech Open Innovation e agroenergy dell’azienda hanno individuato 3 possibili use case con startup globali che si focalizzeranno primariamente su ottimizzazione della resa agricola grazie a sensoristica avanzata, rilevazioni territoriali con l’utilizzo di immagini satellitari, uso di modelli predittivi per ottimizzare i cicli colturali e ridurre l’impatto ambientale.

Il bootcamp ha avuto il duplice scopo di generare un concreto impatto sul tessuto economico del territorio – sostenendo attivamente proposte di innovazione locale e di individuare possibili sinergie con le attività di agri-feedstock in Kenya a partire dalla seconda parte dell’anno. L’approccio all’open innovation sarà funzionale all’accelerazione delle attività di agribusiness nel Paese ed in particolare dell’Agri Hub di Makueni, dove si produce oliovegetale non in competizione con la catena alimentare, biofertilizzanti e mangimi.

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Il progetto di sviluppo agricolo di Eni è in uno stato avanzato e offre opportunità di reddito e accesso al mercato a decine di migliaia di agricoltori, anche grazie al supporto del Ministero dell’Agricoltura del Paese. In Kenya l’agricoltura svolge un ruolo significativo sia in termini di PIL che occupazionali, ma circa l’80% dei terreni soffre di fenomeni di degrado e desertificazione (Arid and Semi Arid Land, ASAL). Il primo agrihub di Eni inaugurato in Kenya entra a far parte della filiera verticale della bioraffinazione. Attraverso percorsi di formazione e programmi di accelerazione, l’iniziativa “Seeds for sustainable energy” consentirà la generazione di contributi di innovazione locale per lo sviluppo sostenibile delle nuove filiere agricole, oltre a integrare soluzioni innovative lungo la filiera dell’agribusiness esistente.