Sbilanciamoci! boccia la manovra

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Secondo i rseponsabili della campagna, che da 15 anni propongono soluzioni alternative alla politica finanziaria del Governo, le misure previste per il triennio 2016-2018 sono sbagliate nell’impianto e nella visione di fondo

“Anche la manovra di quest’anno va nella direzione sbagliata. Prima ancora che per il merito delle singole misure, per l’impianto generale e la visione di fondo che la ispira: per definizione la finanza pubblica è il problema, quella privata la soluzione; l’unico obiettivo del Governo sembra quello di migliorare la competitività delle imprese e puntare sulle esportazioni. Si continua a pensare la crisi come un problema di offerta, trascurando una domanda che non riparte, a causa delle enormi disuguaglianze, della mancanza di investimenti pubblici e dei problemi strutturali del Paese. Manca un strategia industriale di lungo respiro”.

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La bocciatura della manovra di Governo per il triennio 2016-2018 che arriva da Sbilanciamoci! è totale. Gli esponenti della campagna, che dal 2000 riunisce associazioni, Ong, e network impegnati sui temi di globalizzazione, pace, diritti umani, ambiente, commercio equo e finanza etica, l’hanno illustrata durante la loro audizione alle commissioni Bilancio della Camera e del Senato.

La manovra, hanno sostenuto, non è “tecnicamente” una manovra espansiva. Il deficit obiettivo previsto nel 2016 è pari al 2,2% del Pil è inferiore al 2,6% dello scorso anno, e insieme con un avanzo primario del 4,3% nel 2019 rischierebbe di strangolare l’economia del paese. Controllo e riqualificazione della spesa pubblica restano sulla carta e costringono il Governo a spendere i margini recuperati sui saldi per neutralizzare – unicamente per quest’anno – le clausole di salvaguardia, anziché per rilanciare il sistema.

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Il Governo inoltre prosegue sulla strada “delle privatizzazioni e della svendita del patrimonio pubblico”, mentre si riservano poche risorse al Sud, a parte i milioni per grandi opere come la Salerno-Reggio Calabria.

Tra i punti dolenti ci sono i tagli al Servizio sanitario nazionale: 2 miliardi in meno di quanto concordato con le Regioni. I provvedimenti per la lotta alla povertà sono “limitati e frammentati, per i Fondi Sociali le risorse sono insufficienti, mentre manca una misura strutturale di sostegno al reddito”.

Nello stesso tempo si rinuncia a 4,6 miliardi di euro di gettito tagliando la Tasi e l’Imu agricola e sui macchinari imbullonati.

Infine la “speding review“, che colpisce pesantemente i ministeri dell’Istruzione (meno 220 milioni nel 2016) e dell’Economia (meno 116 milioni) mentre interviene in misura “risibile” sui ministeri della Difesa (meno 19 milioni) e dell’Interno (meno 27,1 milioni).

Sbilanciamoci! propone alcune misure alternative. Innanzitutto una maggiore equità fiscale, da ottenere non aumentando, ma redistribuendo il prelievo fiscale dai poveri ai ricchi, dai redditi da lavoro e di impresa ai patrimoni e alle rendite.

Con 5 miliardi di investimenti pubblici, aggiunge, si possono creare per 250mila posti di lavoro aggiuntivi.

Sul fronte del welfare, oltre a dire no ai tagli alla sanità, la campagna propone l’incremento del fondo sociale e del fondo per le non autosufficienze fino a 600 milioni, e l’introduzione di una forma di sostegno al reddito strutturale.

Bisognerebbe tagliare i fondi per le scuole private e per l’ora di religione, e aumentare invece i fondi per l’autonomia scolastica, per gli stages e per i progetti scuola- lavoro, e anche le risorse per il fondo borse di studio dell’università.

Molte le proposte anche sul fronte dell’ambiente, a partire dal taglio di un miliardo di finanziamenti per le grandi opere, a vantaggio di piccole opere e di un piano nazionale della mobilità che privilegi il trasporto pubblico locale. 500 milioni dovrebbero essere stanziati per interventi di tutela del territorio. E per una lotta davvero efficace al cambiamento climatico, sarebbe necessario investire davvero sulle energie rinnovabili, introdurre la carbon tax e una tassa automobilistica sulle emissioni Co2.