Banche “salvate”, rimborsi a 15 milioni. Ma i risparmiatori protestano
A un anno esatto dall’intervento del Governo sugli istituti di Marche, Etruria, Ferrara e Chieti, lamentano procedure a rilento e poche risposte da Governo e Parlamento
Il Fondo interbancario incaricato dei rimborsi snocciola le cifre di quanto fatto finora: rimborsi forfettari per oltre 15 milioni di euro e 6.200 pratiche in lavorazione. Ma loro, i risparmiatori che hanno perso i loro risparmi nel crack delle quattro banche Banca Marche, Popolare Etruria, CariFerrara e CariChieti, “salvate” per decreto dal Governo, esattamente un anno fa, soddisfatti non lo sono per niente. E oggi protesteranno a Roma, davanti alla sede della Banca d’Italia.
Dal 22 novembre 2015, lamentano, è stato fatto poco, e quel poco è stato fatto male. Non si è ancora visto il decreto sugli arbitrati, che consentirebbe a chi non vuole aderire al rimborso forfettario di seguire una strata alternativa, conoscendone tempi e costi. Il meccanismo di rimborso parziale (massimo 80%), peraltro, è partito solo dopo l’estate e procede a rilento. Infine, afferma l’associazione Vittime del Salvabanche, non è ancora stata istituita la Commissione parlamentare d’inchiesta che dovrebbe stabilire le responsabilità dei dissesti.
Secondo il vice direttore generale del Fondo interbancario Fitd incaricato dei rimborsi Salvatore Paterna, sentito dall’Ansa, i rimborsi hanno superato a oggi i 15 milioni di euro.
“Rispetto alla stima iniziale di 6.500 investitori”, aggiunge Paterna, le pratiche saranno “più del doppio, possiamo ipotizzare circa 12mila”, per effetto delle cointestazioni e degli acquisti multipli che devono essere trattati separatamente.
“Di qui a sette giorni raggiungeremo importi molto significativi, arrivando a raddoppiare se non a triplicare i flussi e andando ben oltre i 20 milioni di rimborsi con questi ultimi bonifici”, promette. Qaunto all’arbitrato, “da parte degli investitori maggiormente impegnati c’è certamente una attesa” per sapere come funzionerà. E se la definizione dell’arbitrato “dovesse tardare ancora e la scadenza per il rimborso all’80% resterà il 3 gennaio, posso immaginare che negli ultimi giorni di dicembre questi soggetti si riverseranno verso la procedura forfettaria”.





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