Dove risiede oggi l’appeal degli Emergenti?

Tim Love -

In termini di valutazioni correnti gli indicatori fondamentali non stanno di certo suggerendo di vendere in questo momento.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Il multiplo prezzo-utili pari a 11,6 sembra poco impegnativo, mentre il rapporto prezzo-valore contabile, pari a 1,5 e il rapporto prezzo/fatturato di 1,2 contribuiscono ad indicare che le valutazioni degli Emergenti sono relativamente attraenti sulla scia del recente sell-off. Nel frattempo, un ROE del 14%, dividend yield pari al 2,9% e rendimento del flusso di cassa all’8,5%, in un contesto di bilanci risanati (rispetto alla media storica degli Emergenti) rappresentano ulteriore supporto.

Tuttavia, nonostante valutazioni interessanti, se dovesse manifestarsi lo scenario più pessimistico, le azioni degli Emergenti parteciperebbero inevitabilmente alla fase di calo, ma, dal nostro punto di vista, non in maniera significativamente superiore agli omologhi dei Mercati Sviluppati. E, da quando le valutazioni degli Emergenti hanno iniziato ad essere più interessanti in termini relativi, crediamo ci siano prospettive sempre migliori che mostrano un’asimmetria positiva in termini di rendimento. Di conseguenza, salvo il concretizzarsi dei consueti rischi negativi, quali un contagio sistemico dovuto ai sell-off di crediti e valute Emergenti, un crollo delle azioni statunitensi innescato all’impeachment di Trump o dall’irrigidimento della Fed o una nuova epidemia di SARS, crediamo la proposta di valore delle azioni Emergenti resti solida e inalterata.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Gli Emergenti vengono spesso raggruppati in un unico grande insieme da investitori e gestori, mentre si tratta di un universo decisamente variegato. In effetti, combinare analisi top-down e bottom-up riduce il rischio di errore sfruttando i prezzi di ingresso più convenienti secondo un modello ripetitivo.

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Tutti i cicli, però, sono differenti e non è difficile individuare le anomalie, conclusione del QE e innesco di una guerra commerciale per fare due esempi. Ciò ha messo in dubbio nel breve termine la validità della nostra filosofia di investimento di acquistare titoli di gran qualità all’entry point meno caro. La chiave per evitare il peggio in presenza di questi rischi è effettuare un overlay qualitativo costante. Ma continuaiamo a credere sia impossibile che un buon titolo venga mantenuto al ribasso per sempre, soprattuto se è quotato in un Paese con rating investment grade. Inoltre, tendiamo a indirizzarci verso i migliori profili di credito, con un flusso di cassa o capitale circolante positivo con un posizionamento che dovrebbe essere convincente in tutte le condizioni di mercato al livello di titoli.

Notizie negative da Turchia e Venezuela – la prima alle prese con il FMI e il rischio di controlli sui capitali e il secondo avviato a grandi passi verso il fallimento – stanno in realtà attirando una dose di attenzione negativa che potrebbe supportare lo scenario più pessimistico. E’ importante però ricordare che entrambi i Paesi hanno un peso molto ridotto nell’indice MSCI EM e sono di fatto assai poco significativi in assenza di un contagio.

I giorni in cui i listini azionari degli Emergenti erano visti come un’opzione in più, per generare una quota maggiore di beta, sono ormai alle spalle. Riteniamo sia solo una questione di tempo prima che gli investitori inizino ad indirizzare capitali verso gli Emergenti in misura adeguata per riflettere tale transizione. I driver secolari e ciclici (sia in termini relativi che assoluti) sostengono ulteriormente lo scenario, specialmente dato che la corporate governance inizia a sottrarre meno performance sui Mercati Emergenti chiave. Le azioni Emergenti sono, di conseguenza, dal nostro punto di vista, ciclicamente convenienti e posizionate per beneficiare di un solido supporto sottostante secolare.

Stiamo cercando di creare posizioni per sfruttare la fase di debolezza di questo “fanalino di coda” investment grade, l’ultimo rimasto. Inoltre, riteniamo che le azioni Emergenti siano generalmente un investimento attraente in termini di valore/crescita a un prezzo ragionevole o in termini di rendimenti (rendimento dei flussi di cassa, rendimento positivo del carry trade, rendimento da dividendo e crescita del rendimento da dividendo). Pur consapevoli dei rischi, siamo intenzionati a sfruttare le distorsioni dei prezzi e approfittare della volatilità.


Tim Love – responsabile strategie azionarie Paesi Emergenti – GAM Investments

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