Le 5 ragioni per investire oggi nelle energie rinnovabili

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Nuveen, una delle principali società di gestione degli investimenti a livello globale, con oltre 1,3 trilioni di dollari di AUM, ha presentato nel corso della conferenza “Investire in infrastrutture per l’energia pulita: il caso italiano”,  il suo approccio al tema della transizione energetica e delle infrastrutture legate alle energie rinnovabili, approfondendo le opportunità di investimento in Italia e in Europa nei mercati quotati e nei private markets.

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Il dibattito è stato animato da due dei principali professionisti nel settore, Claudio Vescovo, Managing Director e Head of Credit Funds di Nuveen Glennmont Partners, e Francesco Cacciabue, Partner e CFO della Società, che vantano un’esperienza ventennale nel settore delle infrastrutture per energie rinnovabili e un ampio track record di iniziative realizzate sul territorio italiano ed europeo.

Nel corso della conferenza è stato sottolineato che la necessità di una transizione energetica che porti a un utilizzo incrementale di fonti rinnovabili e a una progressiva decarbonizzazione del sistema economico è da tempo condivisa da tutti gli stakeholder, e in primis dagli investitori. Lo studio EQuilibrium Global Institutional Investor, realizzato a fine 2021 da Nuveen coinvolgendo 800 investitori istituzionali, ha infatti rilevato che l’84% degli investitori e dei consulenti nella regione EMEA concorda sul fatto che la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio sia ormai inevitabile. L’87% ritiene, inoltre, che la transizione offra di fatto nuove interessanti opportunità di investimento.

Inoltre, l’impatto delle ultime crisi geopolitiche di portata globale, in particolar modo della guerra in Ucraina, ha mostrato chiaramente la necessità di raggiungere una maggiore indipendenza dal punto di vista energetico. In questo scenario le fonti rinnovabili sono la scelta ideale, perché di fatto sono fonti di energia “autoctone”: sfruttarne al massimo il potenziale vuol direinvestire in modo deciso nell’installazione di infrastrutture all’avanguardia per la loro produzione.

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In Italia, uno dei primi dieci Paesi produttori di energia elettrica da fotovoltaico al mondo, e tra i primi tre in Europa in quanto a capacità installata, gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici coprono oggi il 38% della produzione elettrica, mentre il 40% dell’energia è prodotto da gas, il 10% da carbone e un altro 10% da altre fonti. Lo spazio di crescita ulteriore è senz’altro rilevante, viste anche le caratteristiche del Paese dal punto di vista geografico e climatico.

Si tratta di una strategia vincente su tutti i fronti. In primo luogo, investire nelle rinnovabili potrebbe consentire di tenere maggiormente sotto controllo il costo dell’energia. Negli ultimi mesi è stato osservato un aumento dei prezzi senza precedenti: prima a causa dell’aumento del consumo di energia dovuto alla ripartenza post-covid e del livello record dei prezzi del gas, in seguito a causa della crisi ucraina. Le fonti rinnovabili sono sempre più competitive in termini di costi delle tecnologie di base. Ad esempio, il costo del solare fotovoltaico è diminuito del 90% in 12 anni e le energie rinnovabili ora costano meno del carbone e del nucleare.

Gli investimenti nelle rinnovabili possono inoltre mettere l’Italia, e gli altri paesi europei, al riparo dalla dipendenza da possibili interruzioni delle supply chain, che sono strettamente legate all’evoluzione delle condizioni geopolitiche.

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Infine, le strategie di investimento che rispettano i criteri ESG in generale si stanno rivelando sempre più profittevoli, soprattutto nei private market, e quindi in grado di innescare un circolo virtuoso per tutti. Se dal punto di vista dell’impatto ambientale la transizione verso fonti rinnovabili è chiaramente imprescindibile, dal punto di vista dell’opportunità economica, basti pensare che già oggi le installazioni di infrastrutture per le rinnovabili superano quelle per i combustibili fossili, e le proiezioni di crescita delle forniture di energia fino al 2030 mostrano uno scenario dominato dalle rinnovabili a livello globale, con la produzione di energia da fonti rinnovabili di circa tre volte superiore rispetto a quella da combustibili fossili.

Per questo Nuveen presidia questo settore attraverso Glennmont, controllata al 100% da Nuveen e parte della divisione Nuveen Infrastructure, è uno dei maggiori gestori di fondi specializzati in energie rinnovabili in Europa, con circa 2,7 miliardi di euro investiti in oltre 30 progetti per le energie pulite, quali parchi eolici, solare fotovoltaico e biomasse, che insieme producono oltre 1.500 MW di energia in tutta l’Unione Europea.

In particolare Glennmont III, strategia azionaria da 850 milioni di euro, investe in biomasse, eolico onshore e offshore e progetti solari fotovoltaici, nei paesi europei, mentre Renewable Energy Backed Securities (REBS), Green Credit Strategy con Asset Under Management per 200 milioni di euro, si concentra su prestiti per il finanziamento di progetti di energie rinnovabili sostenuti da asset eolici, solari e a biomasse. La società ha lanciato inoltre Clean Energy Strategy IV, che si concentrerà su investimenti per la transizione verso l’energia pulita, puntando a progetti di tipo brownfield e greenfield, con un target di asset in gestione da 2 miliardi di euro. La strategia, che ha già raccolto 500 milioni di euro, si rivolgerà principalmente all’Europa (con tutte le tipologie di tecnologie), ma coprirà anche l’Asia e gli Stati Uniti nel solare fotovoltaico e nell’eolico offshore.

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