Contare sulla solidità del credito

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L’evento più significativo accaduto di recente è la pausa nei rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, insieme al nuovo mantra dei “tassi più alti più a lungo”, anziché nuovi e molteplici rialzi. Qualche settimana fa anche noi prevedevamo tagli per oltre 100 punti base nella curva a termine. Ma ciò non accadrà. I mercati se ne sono resi conto, da qui i tassi più alti. Che implicazioni ci sono per i prezzi delle case? Praticamente nessuna. L’anno scorso, a metà dell’anno, abbiamo registrato una lievissima flessione del 2% circa. Oggi siamo a livelli più alti. C’è stata dunque una stabilizzazione con un lieve rialzo, poiché domanda e offerta hanno pesato più dei rialzi dei tassi. Negli Stati Uniti c’è grande carenza di abitazioni e la domanda è molto alta.

Nel prossimo futuro, comunque, ci aspettiamo stabilità. Il credito al consumo è ancora molto robusto. Certamente non siamo più di fronte a livelli bassissimi di insolvenza o pignoramenti. Col tempo aumenteranno, ma resteranno ben al di sotto della media. Questo dimostra che il credito al consumo è robusto. Non dimentichiamoci che è un regime ipotecario a tasso fisso. Per le famiglie non ha molta importanza se il tasso di mercato sale. Essi, infatti, hanno già il loro mutuo a un tasso molto basso. È possibile dunque contare sulla solidità del credito e restare in attesa di incassare un buon rendimento. Nel più lungo termine, ci aspettiamo anche un restringimento degli spread. In questo momento, l’offerta di titoli MBS garantiti da ipoteca è scarsa. Il rialzo dei tassi naturalmente ha messo sotto pressione l’offerta in termini dei rifinanziamenti e dei nuovi acquisti. Per questa ragione ci sono meno nuovi prodotti, eppure persiste la domanda di reddito fisso per quei flussi di cassa. Pertanto, gli spread dovrebbero restringersi e produrre qualche plusvalenza.

Per quanto riguarda fattori di livello macro e micro è possibile affermare che a livello macro, in questo momento tutto sembra andare per il meglio sul fronte del credito al consumo, in particolare per gli strumenti garantiti da attivi. A livello micro, inoltre, il credito è positivo. è poi necessario ricordare che gran parte delle nostre posizioni oggi riguarda mutui ipotecari emessi prima del 2008. Queste persone vivono nelle loro case da moltissimo tempo, hanno dimostrato che possono pagare; dunque, il prezzo della casa oggi è molto più alto rispetto al 2008 o prima, mentre il mutuo è diminuito in maniera sensibile, per cui si è creato un buon cuscinetto in termini del valore della proprietà. Infine, circa il 95% del portafoglio è composto da debiti privilegiati, ai livelli più alti della struttura del capitale. Saremo quindi i primi a recuperare l’investimento grazie alla solidità del credito, che è comunque garantito da un immobile. Le prospettive ci sembrano piuttosto positive.

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