L’andamento della spesa sanitaria in Italia

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Nel 2021, ultimo anno disponibile per tutti i paesi della UE, la spesa sanitaria pubblica in Italia è stata pari al 7,0 per cento del PIL, risultando inferiore sia alla media UE27 (8,8 per cento) sia a quella dell’area dell’euro (9,1 per cento). In particolare, l’incidenza della spesa sul prodotto è stata più bassa di quella di tutti i paesi dell’Europa settentrionale, centrale e meridionale, tranne Grecia, Lussemburgo e Irlanda, ma superiore a quella della maggior parte dei paesi dell’Europa orientale e di quelli baltici.

Lo ha evidenziato l’Ufficio parlamentare di bilancio in una recente audizione presso la Camera dei Deputati.

Osservando gli andamenti in termini pro capite, il Lussemburgo e la Danimarca, con più di 5.000 euro per abitante, sono i paesi con la spesa più elevata; l’Italia (2.144 euro) si colloca anche in questo caso al disotto della media UE27 (2.893 euro) e di quella dell’area dell’euro (3.280 euro), con una spesa pari a meno della metà di quella tedesca (4.785 euro) e sensibilmente inferiore a quella della Francia (3.852 euro) .

Guardando agli esiti, tuttavia, l’Italia nel 2023 presentava, rispetto agli altri paesi europei, un’elevata speranza di vita a 65 anni, occupando il terzo posto nell’ordinamento decrescente, con 1,3 anni in più della media.

Nel quadriennio successivo al 2019, che copre il periodo dell’emergenza sanitaria, il miglioramento è stato limitato (0,1 anni), a fronte di incrementi più consistenti in alcuni paesi (ad esempio, 0,5 in Portogallo e Romania) e di peggioramenti in altri (-0,4 in Austria e Finlandia) (fig. 2).

 I risultati, tuttavia, non sono omogenei sul territorio. La speranza di vita a 65 anni oscilla tra 21,9 anni in Trentino-Alto Adige e 19,7 in Campania, restando inferiore a 21 anni in tutto il Mezzogiorno, in Piemonte e in Liguria.

Infine, considerando congiuntamente le risorse destinate alla sanità e il tasso di mortalità evitabile standardizzato (misurato in termini di decessi per 100.000 abitanti) , un indicatore considerato più strettamente legato all’efficacia del sistema sanitario rispetto alla speranza di vita (sulla quale influiscono maggiormente numerosi fattori sociali e ambientali), è stato osservato che l’Italia è uno dei nove paesi che hanno una spesa sanitaria pro capite inferiore alla media OCSE e bassi tassi di mortalità evitabile.

Guardando tale ultimo indicatore a livello territoriale, si confermano le forti diseguaglianze tra le aree del Paese, con il Mezzogiorno che presenta valori più elevati rispetto alle regioni del Nord-Est .

Il SSN sembra dunque mostrare ancora una certa resilienza che, tuttavia, sarà difficile da mantenere nel tempo se non si affrontano le carenze e gli squilibri attualmente presenti, viene sottolineato