
Già a meta ottobre l’ISPI ci ricordava che il ministro dell’economia tedesco Robert Habeck aveva confermato che invece di crescere l’economia tedesca si sarebbe contratta quest’anno, seppur di poco (-0,2%). Non è tanto la dimensione della contrazione a spaventare, ma una stagnazione che la Germania sta vivendo ormai da quasi due anni: la locomotiva non solo ha perso di potenza, ma sembra si stia fermando. Anche la produzione industriale, già in calo prima della pandemia, è in netta discesa. La fragile coalizione di governo però non vuole aumentare la spesa finanziata a debito. Da dove arriveranno gli stimoli?
Crisi di governo in Germania? Dipende dai risultati delle elezioni USA
E oggi montano le tensioni interne alla maggioranza di governo in Germania dopo la diffusione di un documento di Christian Lindner, leader dell’FDP, in cui si delinea un piano economico che contraddice le politiche della coalizione. Secondo l’ISPI aumentano quindi le tensioni in una maggioranza già fragile, alle prese con i deludenti risultati alle elezioni regionali dei mesi scorsi e con un’economia stagnante. Sulla bilancia però andrà messo anche l’esito delle elezioni americane: una vittoria di Trump potrebbe congelare la potenziale crisi di governo, ricompattando alleati che si troverebbero a fronteggiare una crisi da oltreoceano.