Dazi internazionali: la politica tariffaria più aggressiva proposta da Donald Trump

Donald Trump ha proposto una politica tariffaria più aggressiva rispetto alle misure attuate durante la sua presidenza nel 2018-2019. Durante quel periodo, gli Stati Uniti hanno imposto tariffe su circa 380 miliardi di dollari di importazioni, di cui 350 miliardi dalla Cina, come parte di una guerra commerciale.

Nuove proposte

Tariffa universale del 60% sulle importazioni cinesi: mirata a un “disaccoppiamento” economico quasi completo dalla Cina.
Tariffe globali del 10%-20%: applicate alle importazioni da tutti i Paesi.
Tariffe del 100%: sulle importazioni da Paesi che stanno riducendo la loro dipendenza dal dollaro statunitense.
Tariffe del 200% o superiori: in particolare sui veicoli importati dal Messico.

Impatto economico

Proiezioni di entrate: queste misure potrebbero generare oltre 2 miliardi di dollari di entrate federali in dieci anni. Conseguenze globali: una tariffa del 10% da sola potrebbe ridurre il PIL dell’Eurozona di circa l’1%, secondo Goldman Sachs. Preoccupazioni specifiche del settore: settori come i prodotti farmaceutici e i beni di lusso europei sono particolarmente preoccupati per la riduzione delle esportazioni verso gli Stati Uniti.
Queste proposte segnalano una posizione più isolazionista e protezionista, che potrebbe portare a cambiamenti significativi nelle dinamiche del commercio globale.

Già da tempo il settore dei superalcolici intende fare pressione per ottenere un’esenzione da eventuali dazi sulle importazioni statunitensi imposti dalla prossima amministrazione Trump, secondo quanto dichiarato dal Distilled Spirits Council of the United States (Discus), che rappresenta i principali produttori in uno dei più importanti mercati di alcolici al mondo. L’associazione si confronterà con l’amministrazione Trump per sostenere l’esenzione dai dazi degli alcolici, dato che molti liquori possono essere prodotti solo in determinati Paesi.
In Italia, anche il presidente di Farmindustria, Sergio Cattani, è intervenuto sull’argomento: “Rispetto agli Usa l’impatto negativo può esserci. Dobbiamo agire adesso con una strategia chiara che metta al centro gli investimenti e l’attrattività, da una parte con strumenti più veloci in ricerca e tecnologia industriale, e dall’altra nel mercato interno dei farmaci, destinando più fondi alla salute”.

I mercati finanziari

Come dicevamo in un nostro articolo una decina di giorni fa, riguardo alle alle possibili evoluzioni valutarie, l’aumento potenziale dell’offerta di debito in dollari potrebbe continuare a tradursi in un aumento dei tassi a lungo termine: da inizio anno all’elezione di Trump abbiamo assistito a un rialzo di circa 70 punti base dei tassi dei governativi americani a lungo termine che si sono poi stabilizzati intorno ai 60 punti, ma riteniamo questa dinamica possa proseguire, soprattutto quando, e se, vedremo tradursi nei fatti gli annunci di Trump.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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