Tensioni USA-Cina: un accordo (da solo) non normalizzerà l’economia del dragone

Charles Sunnucks -

Incertezze commerciali, proroghe, politica del rischio calcolato, minacce – i negoziati dell’UE con il Regno Unito non sono l’unica relazione commerciale ad essere notevolmente compromessa.

L'impresa potenziata - evento Datamoney 25 novembre 2026, iscriviti, ingresso gratuito + 2 biglietti concerto in regalo

Da fine 2016, quando Trump è stato eletto presidente su un’agenda che includeva tra gli obiettivi quello di affrontare la questione relativa a pratiche commerciali cinesi percepite come anticoncorrenziali, le prospettive degli esportatori cinesi sono peggiorate. A fronte dei circa 505 miliardi di dollari che la Cina ha esportato negli Stati Uniti nel 2017, già a maggio/giugno 2018 Trump aveva imposto dazi del 25% su 50 miliardi di dollari di prodotti, mentre ad agosto aveva stabilito dazi del 10% su altri 200 miliardi di dollari di merci. Ora minaccia di innalzarli ulteriormente se entro marzo non si raggiunge un accordo commerciale. Questa incertezza ha avuto un impatto non solo sugli esportatori, ma anche sulla fiducia delle imprese e dei consumatori.

Un accordo, tuttavia, sembra ora vicino, dopo che Trump ha annunciato che avrebbe partecipato ad un summit “finale” con il leader cinese Xi Jinping. Come si apprende infatti dal sito web del Dipartimento di Stato americano, gli Stati Uniti “hanno finalizzato un Memorandum d’intesa considerato come accordo internazionale vincolante”. Al di là delle tariffe, la Cina ha già raggiunto un compromesso su una serie di questioni. Ad esempio, nel giugno 2018 la Commissione Nazionale Cinese per lo Sviluppo e le Riforme ha annunciato che l’elenco dei settori cinesi in cui è stata vietata la proprietà straniera si è ridotto da 63 a 48 unità. Sia BMW che UBS hanno già approfittato di questo cambiamento annunciando piani di acquisto delle quote di controllo nelle rispettive joint venture in Cina. Per quanto riguarda la proprietà intellettuale, alla fine del 2018 le regole sulle violazioni in materia sono state inasprite, stabilendo 38 diverse sanzioni da applicare. Il legislatore cinese ha anche cercato di affrontare più direttamente i timori degli Stati Uniti sul deficit commerciale, ad esempio annunciando a febbraio che avrebbe acquistato più prodotti/servizi del settore agricolo ed energetico statunitense.

Paolo Borzacchiello, Usa il cervello, mercoledì 11 novembre 2026 ore 20.30 a Lugano: acquista il biglietto su biglietteria.ch

Per il mercato azionario cinese, dopo un difficile 2018, la crescente probabilità di un accordo ha rappresentato uno dei fattori a sostegno del rally nel 2019. Tuttavia, è improbabile che qualsiasi accordo commerciale ufficiale possa normalizzare completamente le condizioni dell’economia. Man mano che la Cina prosegue nel cambiamento dall’essere la “fabbrica del mondo” a sviluppare società innovative che competono – più che collaborare – con le controparti occidentali, permarrà una certa tensione. Inoltre, una riforma finanziaria dinamica, le riforme sul lato dell’offerta e le innovazioni indotte dalla tecnologia continuano a creare nuovi rischi e nuove opportunità.

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza

Charles Sunnucks – team Global Emerging Markets – Jupiter Asset Management

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
LMF PREVIDENZA
Rivalutazione pensioni 2027, emendamenti entro il 17 novembre: cosa può cambiare sopra i 2.447 euro
di Caterina Chiarelli • 5 nov
#2
LMF PREVIDENZA
Pensioni, pagamenti dal 1° dicembre: scattano aumenti e bonus da 154,94 euro. Perché il cedolino è più alto e beneficiari
di Carolina Bergamaschi • 6 nov
#3
LMF PREVIDENZA
Pensione di dicembre 2026, come sarà il cedolino: niente arretrati, stop alle addizionali e le voci che cambiano il netto
di Caterina Chiarelli • 6 nov
#4
LMF PREVIDENZA
Pensioni 2027, a gennaio aumenti intorno al 3% e non al 5,4%: quanto salgono gli assegni fascia per fascia
di Caterina Chiarelli • 5 nov
#5
NEWS
Carta dedicata a te 2026, i 500 euro non risultano sulla carta: cosa controllare e a chi rivolgersi
di Caterina Chiarelli • 6 nov
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch