Nessuna grande sorpresa per i mercati alla fine dell’anno?

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Non prevediamo una variazione dei tassi ufficiali né cambiamenti delle indicazioni future come risultato della riunione del FOMC di questa settimana. La possibilità di movimenti del mercato sembra esigua. La relazione sul mercato del lavoro della scorsa settimana dovrebbe confortare la Fed. A dire il vero, i buoni redditi da lavoro sono stati in parte determinati da alcuni effetti una tantum e dal recupero del settore manifatturiero. Tuttavia, la situazione occupazionale a metà strada tra “stabile” e “forte” si adatta perfettamente alla posizione ben comunicata dalla Fed di restare legata ai dati macroeconomici. Con l’attenuarsi della pressione inflazionistica e con una crescita al di sopra di quella potenziale, la FED può affermare in modo credibile che la sua politica monetaria alla fine del 2019 resterà “in una buona posizione”.

Non ci aspettiamo un cambiamento sostanziale delle prospettive economiche della Fed né dei suoi “dots”. I dots non dovrebbero mostrare variazioni di tassi nel 2020. Inoltre, restiamo in attesa dei commenti del presidente Powell durante la conferenza stampa sull’attuale valutazione della Fed sui rischi (globali). Questi includono l’incertezza derivante dal conflitto commerciale (con la prossima scadenza prevista per il 15 dicembre) e dalla Brexit, nonché dai recenti sviluppi del pronto-contro-termine sul mercato statunitense. Con l’eccezione di questi ultimi, ci sono pochi motivi che portano a pensare che la Fed sappia, meglio di tutti noi, quali rischi potrebbero concretizzarsi. Pertanto, la Fed sembra destinata a rimanere fedele alla sua recente affermazione, secondo cui i rischi per le proprie prospettive restano condizionati al ribasso. Inoltre, ci aspettiamo da parte della Fed alcuni commenti sul quadro di riferimento della politica monetaria. I recenti commenti da parte dei membri del FOMC suggeriscono un quadro in evoluzione, piuttosto che una rivoluzione. Politiche dei tassi, orientamento futuro e quantitative easing sembrano rimanere gli strumenti strategici preferiti. Sono stati menzionati strumenti più “esotici” come i tassi di interesse negativi ol’individuazione di obiettivi per la curva dei rendimenti, ma ci aspettiamo che nel prossimo futuro giochino un ruolo minore.

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