Corsa ai bond: i Treasury USA a 10 anni toccano un nuovo minimo storico

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L’anno scorso abbiamo assistito a un aumento dell’incertezza legata all’esito della Brexit e alle guerre commerciali, che hanno pesato molto sul sentiment degli investitori e, di conseguenza, gli asset rifugio hanno registrato una forte domanda. Mentre ci avviamo verso la metà del primo trimestre del 2020, ci troviamo di fronte a una nuova preoccupazione di carattere globale a causa dell’impatto sociale ed economico che il Coronavirus potrebbe avere quest’anno e ciò ha spinto ancora una volta verso una forte domanda di beni rifugio. Questa volta la domanda è talmente alta che sono stati raggiunti nuovi minimi per i Treasury statunitensi a 10 anni, con una negoziazione giornaliera, il 27 febbraio 2020, all’1,30%, che ha superato così il minimo storico precedente dell’estate del 2016. In questa circostanza, si potrebbe considerare l’ipotesi di guardare alla differenza di rendimento tra il Treasury statunitense a 2 anni e quello a 10 anni, per analizzare più in profondità il vecchio barometro della salute economica dell’economia statunitense. Sebbene questo barometro sia stato negativo fino all’agosto 2019, notiamo come attualmente mantenga uno spread positivo di 13 punti base al 25 febbraio 2020.

Uno studio del Congressional Budget Office, pubblicato originariamente l’8 dicembre 2015, ha elaborato una valutazione del possibile impatto macroeconomico che una pandemia di influenza aviaria avrebbe potuto avere sull’economia statunitense. Questo studio potrebbe essere in grado di fornire alcune interessanti indicazioni su cosa potrebbe accadere se il virus si trasformasse in una pandemia globale. Come osservato nell’analisi, “la valutazione conclude che una pandemia che coinvolga un ceppo influenzale altamente virulento (come quella che ha causato la pandemia nel 1918) potrebbe produrre un impatto a breve termine sull’economia mondiale simile, per profondità e durata, a quello di una recessione media del dopoguerra negli Stati Uniti”.

Nel frattempo, nel quadro attuale, il Dow Jones Industrial Average ha registrato un forte recupero dal 21 febbraio 2020 e il Chicago Board Options Exchange Volatility Index, considerato un riferimento per le aspettative di volatilità del mercato azionario basate sulle opzioni dell’indice S&P 500, è salito a 27,85 il 25 febbraio 2020, ed è sceso di poco, a 27,56, il giorno successivo. I mercati forse intendono affrontare così i molteplici timori e incertezze, ma riteniamo che sarà importante continuare a tenere sotto controllo i dati economici futuri per avere una migliore percezione della situazione economica dell’economia globale.

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