Pearl Infrastructure Capital punta ancora sulle rinnovabili

-

Pearl ha acquisito Uni Viridas, uno dei più grandi impianti di cogenerazione a biomassa in Croazia. Con 8,6 MWe di capacità di produzione di elettricità e 16 MW di capacità termica, sarà alimentato da residui del legno e rifiuti provenienti dalla silvicoltura e dalle segherie. L’impianto rifornirà la rete elettrica nazionale attraverso un contratto di acquisto di elettricità garantito dallo Stato per la durata di 14 anni che copre il consumo di circa 20.000 famiglie. Contribuendo in questo modo sia alla produzione di energia rinnovabile che allo sviluppo economico del settore del legno nella regione, Pearl svolge così una doppia funzione ambientale e sociale.

Si tratta del secondo investimento in Croazia a parte di Pearl, che ha completato l’acquisizione di Energy 9, un altro impianto di cogenerazione a biomassa da 5 MW situato nella foresta di Slavonia, alla fine del dicembre 2020. “Il Paese ha quasi 2,2 milioni di ettari di foresta e l’industria del legno è di cruciale importanza. Con un forte impegno del governo a sviluppare il settore delle energie rinnovabili, compresa la cogenerazione a biomassa, la Croazia ha un potenziale significativo di biomassa sotto la tutela di Hrvatske Sume, il gestore certificato FSC delle foreste pubbliche croate, che opera secondo criteri di biomassa sostenibile”, ha commentato Pierre Rellet, managing partner e co-fondatore di Pearl. Il fondo ha recentemente rifinanziato il progetto Energy 9 per 25 milioni di euro, aumentandone così di fatto la visibilità a lungo termine.

Oltre a questi due investimenti, Pearl è entrata nel mercato industriale leader in Europa, in Germania, dove, nell’ambito della propria politica di investimenti volti alla cogenerazione di biocarburanti, ha assunto una quota di maggioranza nell’impianto di cogenerazione a biomassa Bioenergie Wismar, la cui costruzione è iniziata nel marzo di quest’anno. L’impianto fornirà calore al produttore di pellet di legno Wismar Pellets, partner industriale di Pearl nel progetto, e alla segheria Ilim Nordic Timber. La produzione di calore ed elettricità da fonti rinnovabili fa di questo progetto una soluzione chiave per la decarbonizzazione dei processi industriali.  Si prevede che l’impianto di cogenerazione di Wismar ridurrà le emissioni di gas serra di 47.000 tonnellate all’anno, una quota pari a quella ottenibile togliendo dalla strada più di 15.500 automobili a benzina nel corso della durata del progetto. La messa in funzione dell’impianto è prevista per il quarto trimestre del 2022.

Jean-Christophe Guimard, managing partner e co-fondatore di Pearl, ha aggiunto: “Questi tre asset permetteranno a Pearl di attuare la propria strategia di costruire un portafoglio europeo di impianti di cogenerazione a biomassa ad alta efficienza energetica. La cogenerazione a biomassa è una soluzione particolarmente efficace che permette la produzione combinata di energia elettrica e termica rinnovabile e offre soluzioni di produzione decentralizzata e continua alle aziende industriali e alle autorità locali.”

Questi primi investimenti sono perfettamente in linea con la strategia di Pearl, che consiste nell’ottimizzare l’uso delle risorse naturali e nel rafforzare i servizi ecosistemici. Si inseriscono perfettamente nelle convinzioni del gruppo Edmond de Rothschild in quanto investitore impegnato nella transizione energetica sostenibile.

Johnny El Hachem, CEO di Edmond de Rothschild Private Equity ha commentato: “Gli investimenti di Pearl testimoniano la necessità dei produttori di soluzioni energetiche valide. Più che mai, come player finanziari responsabili al fianco dei numerosi investitori che hanno riposto la loro fiducia in noi, dobbiamo lavorare per servire queste industrie europee e aiutarle a raggiungere una crescita più sostenibile e rispettosa dell’ambiente”. Un anno dopo la raccolta di fondi, Pearl è ora investita per un terzo. Altri asset saranno presto aggiunti al portafoglio del fondo per rafforzarne il posizionamento nel mercato europeo delle energie rinnovabili