Prospettive sui mercati: 3 fattori da considerare

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Il 2021 è stato fin qui, per i mercati, un ottimo anno, superiore alle attese.

La performance da inizio anno dell’MSCI World Index (“MSCI”) è stata di +16% e dal 31 dicembre 2019 è stata addirittura pari al 35%.

Si è appena chiusa la stagione delle trimestrali di metà anno, ma il mercato sta già guardando oltre e si interroga sulle prospettive per i prossimi mesi e per il 2022. Cosa accadrà dopo l’estate?

Certamente il mercato dovrà fare i conti con tre fattori:

  1. aspettative elevate sui margini:

Guardando all’MSCI, spicca il consensus sui margini attesi: se nel 2019 il margine lordo era del 31,7%, questo è atteso al 37% nel 2021 e stabile sul medesimo livello nel 2022 (fonte: Bloomberg).

Il mercato sembra già incorporare l’espansione attesa delle vendite che entro l’anno dovrebbero tornare ai livelli pre pandemici o superarli.

Tuttavia, tali stime non tengono conto di un fattore di rischio: l’incremento dei costi di produzione, connessi alla spinta inflazionistica sulle materie prime, che potrebbero comprimere i margini riportandoli sotto le attese.

  1. Titoli tecnologici:

La domanda oggi è sulle loro prospettive connesse a valutazioni elevate, dopo una corsa che prosegue dal 2017 e che ha visto una forte accelerazione nell’ultimo anno. Se è vero che hanno presentato risultati superiori alle attese, quel che è mancato all’appello sono le guidance sullo sviluppo futuro. Se da un lato il mercato tecnologico resta certamente interessante alla luce di alcuni trend strutturali in atto, dall’altro alcune spinte connesse alla pandemia verranno meno e il mercato dovrà fare i conti con una fase di normalizzazione.

  1. Titoli ciclici

Non hanno sorpreso e ci si interroga sulle incognite future connesse all’evoluzione dell’emergenza pandemica: siamo in uno scenario di normalizzazione con stimoli fiscali che si agganciano a un’economia in crescita o questa vivrà fasi di stop & go?

Per loro natura, sono inoltre più esposti alla compressione dei margini dovuta alle spinte inflattive sui fattori di produzione.

Alla luce di questi fattori, l’unica certezza è l’incertezza che caratterizzerà la prossima fase che i mercati dovranno affrontare.

E in una fase di elevata incertezza si entra nel mercato dell’alfa che potrebbe durare da 6 a 12 mesi, con performance che ci aspettiamo possano stabilizzarsi in un range di -5% e +10% e in cui sarà quindi sempre più indispensabile adottare un approccio veramente attivo nella gestione degli investimenti e nello stock picking.

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