L’aumento dei prezzi del gas complica la posizione delle banche centrali

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L’impennata dei prezzi del gas si è aggiunta come ulteriore ostacolo verso la ripresa delle economie avanzate. Diversi fattori sono alla base dell’aumento del 350% dei prezzi del gas in Europa da gennaio, tra cui scorte basse, sottoinvestimenti passati (aggravati dallo spostamento di capitali verso combustibili più verdi), questioni geopolitiche e meteorologiche come la mancanza di vento che limita la produzione delle fonti rinnovabili europee. Alcuni di essi potrebbero non essere risolti rapidamente, aumentando il rischio di prezzi del gas costantemente elevati.

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Ciò non ha solo un impatto diretto sui prezzi al consumo, ma anche sui costi di diversi settori manifatturieri ad alta intensità di gas, determinando una ricaduta più prolungata sui prezzi. Il risultato si aggiunge alla pressione al rialzo dei prezzi elevati delle materie prime non energetiche, stimolata dall’offerta limitata.

Il passaggio dal gas al petrolio può aiutare solo marginalmente, ma eserciterebbe un’ulteriore pressione al rialzo sui prezzi del petrolio, aggiungendosi all’impatto della recente decisione dell’OPEC e della Russia di non aumentare la produzione oltre il programma nonostante la domanda più forte. Il ruolo del settore shale negli USA nel riequilibrare l’offerta è stato indebolito da una regolamentazione più severa e dai bilanci deboli di molte compagnie.

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Le prospettive di inflazione più elevata e i rischi per la crescita pongono le banche centrali in difficoltà. Alcune hanno già citato l’aumento dell’inflazione come motivo per inasprire la politica prima del previsto; tuttavia, un percorso di crescita più fragile può anche indurre cautela. Questo difficile compromesso potrebbe tradursi in premi per il rischio di inflazione più elevati. Inoltre, il rischio di una maggiore inflazione e di una crescita più debole è dannoso sia per i corsi azionari che per quelli obbligazionari, portando a una maggiore correlazione, bassi benefici di diversificazione e premi per il rischio più elevati.

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