Le prospettive per il settore bancario

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L’anno appena passato è stato una vera zavorra per la maggior parte dei titoli quotati sui listini azionari a causa delle incertezze dovute allo scenario macroeconomico ma, in primis, agli atteggiamenti delle banche centrali.

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Infatti, l’aumento aggressivo dei tassi di interesse per frenare un’inflazione ormai non più transitoria ha ulteriormente pesato sulle quotazioni di Borsa. Nonostante ciò, il settore bancario ha – al contrario – cavalcato il cambio di paradigma dei tassi di interesse in rialzo, cosa che si è riflessa positivamente sulle rispettive quotazioni.

Non sorprende dunque che l’indice STOXX Europe 600 Banks, che raggruppa le maggiori banche a livello europeo, sia passato dai minimi di 117 punti, toccati il 12 ottobre scorso, fino agli attuali 148,46 punti.

In particolare, l’aumento del costo del denaro ha privilegiato le banche commerciali – quelle coinvolte nelle attività di prestito – che ora possono ottenere un maggiore margine di interesse (la differenza tra ciò che la banca paga per i depositi e quello che ottiene dai prestiti). Questo “spread” si è infatti allargato molto nel 2022 e continuerà a farlo fino a che le banche centrali non fermeranno gli incrementi sui tassi.

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Di conseguenza, al netto di negative dinamiche interne dovute alla malagestione, il comparto bancario tenderà a sovraperformare gli altri settori grazie ad utili solidi in un momento in cui la maggioranza delle aziende fatica a mantenere un’elevata profittabilità.

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Le previsioni di IG

A nostro avviso il settore bancario sarà il comparto che si difenderà meglio nel nuovo contesto macroeconomico dettato da tassi di interesse crescenti. Il forte aumento dei profitti sul margine d’interesse dovrebbe più che compensare la crescita dei costi di finanziamento e l’incremento dei costi legati a una possibile discesa delle attività economiche.

Tuttavia, molto dipenderà dall’andamento dell’economia italiana nel 2023. Tenendo conto che le nostre aspettative sul PIL italiano 2023 sono fissate per una leggera recessione (una flessione dello 0,3% nell’attività economica), riteniamo che, a Piazza Affari, il settore bancario italiano possa continuare a mostrare performance positive e prolungare il trend rialzista partito dai minimi segnati in estate.

Discorso ben diverso in caso di una profonda crisi economica nel Belpaese con una caduta del PIL superiore ai 2 punti percentuali. Infatti, una pesante recessione potrebbe aumentare le perdite in conto capitale sulle obbligazioni del Tesoro detenute dagli istituti italiani (effetto doom-loop) riaccendendo nuovamente la crisi dei crediti deteriorati nei bilanci bancari nonostante gli ingenti sforzi applicati dagli istituti di credito negli ultimi anni.

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Tenendo conto del nostro scenario base (recessione lieve) riteniamo che le banche italiane possano comunque continuare a mostrare rendimenti molto elevati (tra dividendi e piani di buyback) e saranno ampiamente favorite dal forte aumento del margine di interesse.

Non ultimo, gli effetti dell’elevata liquidità insita nel sistema economico, a causa della pandemia Covid, permetterà ai gruppi bancari di mantenere i canoni dei conti correnti a livelli bassi – in quanto gli istituti di credito non hanno bisogno di raccogliere altra liquidità – con evidenti benefici dal lato del margine di interesse.

In conclusione, confermiamo le nostre preferenze su Intesa Sanpaolo e Unicredit perché a nostro parere sono le due banche italiane in grado di mostrare una redditività più elevata rispetto ai propri competitor grazie a una migliore diversificazione degli asset, alle strategie di de-risking e ai piani di efficienza aziendale.

Crediamo che le banche che riusciranno a puntare di più sui benefici del margine d’interesse (le banche commerciali) saranno quelle che riusciranno a vincere le sfide di Borsa del 2023.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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