Ribilanciamento Nasdaq, 7 titoli da tenere d’occhio secondo le stime di Investing.com

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Da qualche giorno è in vigore il terzo ribilanciamento speciale della storia del Nasdaq, stabilito a seguito del disequilibrio provocato dai “magnifici sette”, Microsoft, Apple, Nvidia, Tesla, Alphabet (Google), Meta e Amazon, che da soli pesano il 55% dell’indice. Questa mossa, anticipano gli analisti di Investing.com, potrebbe risultare in un rialzo superiore al 15% dei titoli successivi a quelli citati

Dopo l’annuncio dello scorso 7 luglio, il ribilanciamento speciale del Nasdaq è ufficialmente entrato in vigore, gettando così le basi per una riorganizzazione interna del paniere come era avvenuto altre due volte nella storia, nel 1998 e nel 2011 con Microsoft ed Apple. Il ribilanciamento è un processo che ha lo scopo di ricalibrare il peso di ogni titolo all’interno dell’indice per mantenere un equilibrio conforme alla normativa, quando viene superata la soglia cumulativa del 48%.

Investing.com (https://it.investing.com/?ref=www), la piattaforma sui mercati finanziari, ha stilato un elenco di 7 titoli che, secondo le analisi azionarie dello strumento Investing.com Pro e i 13 modelli matematici utilizzati per il Fair Value, potrebbero registrare un rialzo superiore al 15% del loro prezzo attuale: Qualcomm Incorporated, Honeywell International, Netflix, T-Mobile US, Adobe, Comcast Corp e Cisco Systems. Per questi ultimi due titoli, in particolare, lo screening di Investing Pro segnala una sottovalutazione di oltre il 20% e di conseguenza un rialzo sopra i $50 per Comcast Corp e sopra i $60 per Cisco.

“Sebbene venga ribilanciato trimestralmente e annualmente, questo evento è stato unico nel suo genere perché aveva lo scopo di impedire ai fondi di violare la regola di diversificazione della SEC (Securities and Exchange Commission). L’obiettivo, infatti, non era una risposta al rally portato avanti da questi pochi titoli che hanno rappresentato il 75% dei guadagni del Nasdaq quest’anno, ma una prassi puramente normativacommenta Calogero Selvaggio, analista di Investing.comGuardando ai passati eventi, nel 1998 ridurre il peso di Microsoft ha portato a performance positive per l’indice, che ha registrato un +108% a gennaio 2008, e per Microsoft, con un +100% fino a gennaio 2008. Invece, con la riduzione di Apple nel 2011, l’indice ha toccato il +450% nei successivi 10 anni, con una parabola rialzista interminabile. Le azioni di Apple, grazie a risultati di business sempre più forti, sono cresciute di 11 volte”.

Il ribilanciamento dei “magnifici sette” e le conseguenze sugli altri titoli

Il ribilanciamento dello scorso 24 luglio, però, non ha coinvolto solo un titolo, ma il gruppo dei “magnifici sette”, Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon.com, Nvidia, Tesla e Meta Platforms, che insieme costituivano più della metà dell’indice (55%), insidiando la diversificazione dei fondi che lo replicavano. Così verrà ristabilito l’equilibrio: Apple passerà da 12,1% a 11,5%, Microsoft da 12,8% a 9,8%, Alphabet da 7,6% a 5,7%, Amazon da 6,9% a 5,3%, Nvidia da 7,3% a 4,3%, Meta da 4,4% a 3,7% e Tesla da 4,5% a 3,4%.

Di seguito i titoli che, secondo Investing.com, vivranno un rialzo del loro prezzo e perché:

  • Qualcomm Incorporated

Per la società statunitense di ricerca e sviluppo nel campo delle telecomunicazioni, a livello grafico si osserva un ampio movimento ribassista nell’ultimo anno e mezzo con la media di 50 periodi che resta al momento invertita con la 200 periodi, segnalando debolezza nonostante la recente rottura della trend line ribassista. Infatti, quest’ultima ha dato modo negli ultimi mesi di registrare una performance del +22%. Per gli analisti il target price medio è a $139,5 mentre per Investing Pro è a $149,5.

  • Honeywell International

Una delle più importanti multinazionali USA, produce componenti per il settore aeronautico fornendo motori per aerei, avionica integrata, sistemi e soluzioni di servizio e relativi prodotti e servizi per costruttori aeronautici, compagnie aeree, operatori aerei, servizi militari e appaltatori di difesa e spazio e per il settore automobilistico, oltre a fornire materiali prestazionali (PMT). Si nota un trend rialzista iniziato dai minimi del 2020, che ha retto con i minimi di ottobre 2022 con il restringimento dell’angolo tra la media 50 periodi e 200 periodi. Da marzo ha registrato una performance del +13% ma con la creazione tecnica di un triangolo simmetrico ribassista (timeframe 1W). Per gli analisti il target price medio è a $222,5 e per Investing Pro è a $216,8.

  • Netflix

Il famoso fornitore di servizi di intrattenimento ha visto crollare le sue azioni dopo l’uscita delle trimestrali. Ciononostante, gli utili di $3,29 per azione hanno superato le stime a $2,85 per azione, è aumentata la sua base di abbonati dell’8% nel secondo trimestre, le vendite sono incrementate del +2,7% a $8,19 miliardi e si sono aggiunti 5,89 milioni di nuovi clienti. Si osserva un canale rialzista dai minimi di luglio 2022 con le medie mobili 50 e 200 con un ampio angolo, a testimoniare la performance del +142%. Nei prossimi mesi ci si potrebbe aspettare un ritracciamento fisiologico e poi un possibile successivo rialzo. Per gli analisti il target price medio è a $485 e per Investing Pro è a $509,4.

  • T-Mobile US

È la seconda compagnia telefonica più grande per abbonati e per capitalizzazione negli USA. Si può evincere un trend decennale nettamente rialzista sorretto, nei cali, dalle medie mobili 50 e 200 che fungono da sicuro supporto. Nell’ultimo anno ha avuto una tendenza lateral-ribassista ma da giugno ha registrato un recupero del +13%, tornando sopra la media 200 periodi e creando una possibile figura tecnica (timeframe 1D) “testa e spalle” di continuazione del trend al rialzo. Per gli analisti il target price medio è a $175,5 mentre per Investing Pro è a $160.

  • Adobe

La nota software house opera attraverso tre segmenti: media digitali, esperienza digitale ed editoria. Si nota una forte tendenza al rialzo dai minimi di ottobre 2022 con la formazione di un canale che successivamente è stato rotto al rialzo, recuperando i massimi di aprile 2021. Negli ultimi mesi ha registrato una performance del +55% avvicinandosi ai massimi annuali con le medie mobili 50 e 200 che hanno formato un ampio angolo, a conferma della forza degli acquisti BUY. Nei prossimi mesi è plausibile un ritracciamento fisiologico e poi un possibile successivo rialzo. Per gli analisti il target price medio è a $550 mentre per Investing Pro è a $559,8.

  • Comcast Corp

Le principali attività dell’azienda includono: Comcast Cable, NBCUniversal e Sky. A livello grafico si osserva qui un trend rialzista dai minimi di ottobre 2022 con l’incrocio “golden cross” delle due medie 50 e 200 che confermano il forte rialzo. Negli ultimi mesi il prezzo è tornato sopra la media di 50 periodi, usandola come supporto e registrando una performance del +18%, ma si sta formando un wedge ascendente che se confermato potrebbe portare, in un primo momento, il prezzo sotto i $40 e poi eventuali rialzi. Per gli analisti il target price medio è a $46 mentre per Investing Pro è a $55,5.

  • Cisco Systems

La società ha integrato le proprie piattaforme nei settori del networking, della sicurezza, della collaborazione, delle applicazioni e del cloud. A livello grafico si assiste a un trend rialzista decennale iniziato dai minimi del 2011 e ritestato anche dai minimi di ottobre 2022, che successivamente ha registrato un +36%. Negli ultimi mesi ha lateralizzato tra i livelli $46 e $50, che poi ha rotto al rialzo sostenuto dalle medie mobili. Per gli analisti il target price medio è a $56 mentre per Investing Pro è a $66.

Le regole del ribilanciamento

Le principali regole per il ribilanciamento sostengono che nella revisione trimestrale la somma di tutti i titoli ponderati – con un peso del 4,5% in poi – non possa superare il 48% aggregato. Se la prima ipotesi si concretizza, il peso aggregato deve essere ridotto al 40%. Nella ricostituzione annuale, invece, nessun titolo può superare il 15% del peso all’interno dell’indice e le cinque mega cap non possono superare (insieme) il 40% del peso. Se l’ipotesi precedente si concretizza, il singolo titolo deve essere ridimensionato al 14%. Infine, se l’aggregato dei primi 5 titoli supera il 40%, verrà ridimensionato al 38,5%.

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