Le previsioni economiche della Commissione europea

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La Commissione europea ha presentato le Previsioni economiche d’estate con cui certifica come la crescita economica sia in fase di rallentamento.

Pesa in maniera significativa la debolezza dei consumi interni determinata dall’elevato livello dell’inflazione, una debolezza dell’industria e un indebolimento dello slancio nel settore dei servizi, nonostante un soddisfacente andamento del turismo in molti Stati europei. Incide poi il rallentamento dell’economia globale , in particolare in Cina, che pesa il maniera considerevole sul commercio internazionale. I rischi e le fonti di incertezza sono poi rappresentati soprattutto dalla guerra in Ucraina e dalla restrizione monetaria ed emergono in prospettiva anche i crescenti rischi climatici.

Viene sottolineata allora l’opportunità di perseguire politiche fiscali prudenti e favorevoli agli investimenti, in sintonia con gli sforzi continui delle nostre banche centrali per domare l’inflazione Le stime aggiornate individuano una crescita dell’eurozona all0 0,8% nel 2023 in calo rispetto all’ 1,1% individuato nella precedenti previsioni di Primavera a all’1,3 nel 2024 rispetto all’1,6% che era stato stimato.

L’inflazione è attesa nel 2023 al 5,6% nell’eurozona (da 5,8%) e al 2,9% nel 2024 (da 2,8%).
Per quel che riguarda il nostro Paese viene prevista una crescita dello 0,9% nel 2023 e dello 0,8% nel 2024. L’inflazione è stimata al 5,9% quest’anno e al 2,9% il prossimo.  L’ Istat ha poi pubblica la Nota mensile sull’economia italiana secondo cui nel secondo trimestre, dopo l’aumento registrato nei tre mesi precedenti, in Italia il prodotto interno lordo (Pil), ha segnato una flessione (-0,4%). La variazione acquisita per il 2023 è pari a 0,7%. Dal lato dell’offerta, segnali negativi provengono dal settore manifatturiero. A luglio, dopo due mesi di crescita consecutivi, l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,7% in termini congiunturali.

L’occupazione, per la prima volta nell’anno, a luglio ha segnato una flessione che lascia comunque il
numero degli occupati a un livello superiore a quello di luglio 2022. Il tasso di disoccupazione è
aumentato a fronte della stabilità di quello di inattività. Il differenziale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) tra Italia e l’area euro, ad agosto, pur risultando ancora positivo, si è ridotto
consistentemente.

Ad agosto, si è rilevato un generalizzato peggioramento della fiducia delle imprese per le quali l’indice si è attestato sul valore più basso da novembre 2022. La fiducia dei consumatori, pur riducendosi, si è mantenuta sopra il livello medio del periodo gennaio-luglio.