Nel 2024 l’azionario europeo gioca una partita globale

Tom O’Hara, gestore azionario europeo, Janus Henderson -

Quali temi influenzeranno maggiormente l’azionario europeo nel 2024? Allargando lo sguardo, possiamo aspettarci più schizofrenia, maggiore volatilità e un comportamento più erratico nei mercati, dato che tutti sono ossessionati dalla recessione, dall’inflazione e dal fatto che i tassi di interesse hanno raggiunto il picco. Sia che si tratti di un atterraggio morbido o di un atterraggio duro, possiamo aspettarci più turbolenze.

Negli Stati Uniti, in questo momento, la spesa destinata alla costruzione di nuove fabbriche pesa quasi lo 0,6% del PIL – non si vedeva un tale livello di spesa per la costruzione di strutture produttive dal 1990. Il significato di questo dato è che siamo di fronte a una svolta generazionale dopo che per oltre 30 anni abbiamo assistito a crescente globalizzazione, con lo spostamento delle attività produttive in Asia. Anche se si tratta solo di un’inversione parziale, può essere un indicatore molto potente per capire dove si stanno concentrando gli investimenti e quali aziende ne beneficeranno.

Innanzitutto, gli investitori non devono farsi condizionare dall’investire in Europa in sé e per sé. Si tratta piuttosto di puntare a società quotate o nate in Europa, ma che sono effettivamente rilevanti a livello globale, dominanti su scala globale in ciò che fanno, leader nei loro singoli settori. Questo, unito ad alcuni importanti cambiamenti che stiamo osservando nel mondo, in questo momento, offre un’ottima opportunità di investire in leader globali quotati in Europa, esposti a temi globali e alla globalizzazione, alle massicce quantità di investimenti nell’intelligenza artificiale, al cloud computing. In poche parole, in quelle aziende destinate a prosperare nonostante le turbolenze macroeconomiche.

L’aumento dei tassi ha riportato disciplina nelle industrie e alcuni settori ne trarranno vantaggio, o più precisamente, gli incumbent di quei settori beneficeranno di tale razionalità economica. Il settore delle bevande alcoliche, ad esempio, dove è in atto un consolidamento a favore dei grandi player. AB InBev è il più grande produttore di birra al mondo e sta beneficiando delle difficoltà che i piccoli birrifici artigianali, molti dei quali sono nati negli ultimi 10-15 anni durante il paradigma dei bassi tassi di interesse, stanno sperimentando.

Infine, di potenziale interesse sono i settori funzionali alle costruzioni, sia che si tratti di aziende di materiali pesanti che si occupano delle opere di movimentazione della terra, di strade e autostrade, come ad esempio CRH o Holcim, oppure di società che forniscono l’hardware e il software per automatizzare gli impianti di produzione o gestire i centri dati. Così come, le aziende di semiconduttori, in cui l’Europa eccelle: vi è un ecosistema olandese molto interessante, che fornisce i macchinari necessari per produrre tutti i chip di cui avremo bisogno in abbondanza nei prossimi anni.

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