Forti emissioni di bond governativi ESG nell’area euro nel 2023, ma nessun nuovo record. Francia maggior emittente

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Complessivamente, lo scorso anno il settore governativo nell’area euro ha collocato un volume di circa 150 miliardi di euro. Quasi due terzi dei nuovi titoli di Stato ESG erano green bond (obbligazioni verdi),in quanto la quota di obbligazioni sociali ha continuato a diminuire con l’UE che non emette più obbligazioni SURE (State Supported Short-time work).

La Francia rimane il Paese con il maggior volume titoli di Stato ESG emessi in Europa, seguita dalla Germania. Belgio e Lussemburgo in particolare hanno beneficiato del loro status di sede di importanti istituzioni europee.

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È probabile che l’attività di emissione di obbligazioni ESG rimanga supportata dalle politiche climatiche, dalla regolamentazione sull’informativa ESG e dalla domanda da parte degli investitori.

Nel complesso, prevediamo che nel 2024 nell’area euro l’attività di emissione sovrana rimarrà almeno allo stesso livello del 2023. La Francia ha già emesso un’obbligazione verde a lungo termine (con un volume di 8 miliardi di euro). La Germania continuerà a costruire una curva benchmark EA verde. Si prevede che l’emissione di obbligazioni ESG della SSA (Supranational, Sovereigns and Agencies) diminuirà leggermente, il che porterà a un’attività di emissione di obbligazioni governative ESG dell’area euro complessivamente statica nel 2024.

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Ampliando la visione a livello globale e considerando gli emittenti privati, si può vedere che l’Europa ha continuato a dominare il mercato ESG nel 2023 (oltre il 40% degli ESG sono denominati in euro). Tuttavia, la quota degli emittenti dell’Asia/Pacifico è aumentata considerevolmente. Circa il 50% delle nuove obbligazioni ESG sono emesse dal settore governativo.

A livello globale, il volume delle emissioni di obbligazioni ESG è diminuito nel 2023 per il secondo anno consecutivo (anche se solo leggermente) a causa dell’estinzione dell’emissione di obbligazioni di mitigazione del Covid-19, progetti ritardati a causa di colli di bottiglia nell’offerta e costi (di finanziamento) più elevati. I green bond sono anche la tipologia obbligazionaria più importante a livello mondiale.

 

Per il 2024 prevediamo che il volume delle emissioni rimarrà più o meno allo stesso livello dell’anno precedente. Si prevede che l’Europa difenderà la sua posizione dominante mentre il Nord America resterà ulteriormente indietro. Le imminenti elezioni presidenziali e il movimento anti-ESG in corso manterranno alcuni emittenti in disparte, in attesa di maggiore chiarezza politica in futuro.