Unione europea e finanza sostenibile. Un nuovo standard europeo per le obbligazioni verdi dal 21 dicembre

Marco Giovanniello -

Finanza sostenibile. Prossimamente un nuovo standard volontario

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Le obbligazioni verdi hanno un ruolo importante da svolgere nell’aiutare l’UE ad aumentare gli investimenti di cui abbiamo bisogno per costruire un futuro a basse emissioni di carbonio. Esistono già alcuni standard di mercato consolidati per tali strumenti, ma dal 21 dicembre di quest’anno, gli emittenti che cercano di attingere ai mercati dei capitali per aiutarli a diventare più sostenibili avranno un’opzione aggiuntiva: potranno emettere obbligazioni verdi europee in base a un nuovo standard volontario che l’UE sta introducendo.

Ciò che rende diverso lo standard europeo per le obbligazioni verdi è che si basa sulle definizioni della tassonomia UE. I proventi dovranno essere utilizzati per attività allineate alla tassonomia. E gli emittenti dovranno essere trasparenti al riguardo. Ciò significa che gli investitori sapranno esattamente cosa rende “verde” un’obbligazione verde europea. Le informative, da pubblicare sia prima che dopo l’emissione, dovranno essere valutate da revisori esterni indipendenti. Ciò creerà trasparenza e fiducia, consentendo agli investitori di chiedere conto agli emittenti.

È importante sottolineare che, con il nuovo standard, le aziende che forniscono revisioni esterne saranno per la prima volta supervisionate a livello UE. L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) è stata incaricata di questo compito. Ciò rappresenta una vera opportunità per creare un mercato dinamico aperto a un’ampia gamma di aziende diverse, compresi i piccoli operatori e i nuovi entranti.

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Un grande potenziale per stabilire un nuovo “gold standard”

Riteniamo che i green bond europei abbiano un grande potenziale per stabilire un nuovo “gold standard”. Consentiranno alle aziende, agli operatori finanziari e agli enti pubblici e sovranazionali di dimostrare il loro impegno nel costruire un futuro più verde, raccogliendo al contempo nuovi fondi per i loro progetti verdi. E vale la pena notare che i green bond europei non saranno adatti solo per le entità le cui attività sono già sostenibili. Al contrario, i green bond europei possono supportare quegli emittenti che stanno ancora lavorando per la transizione verso una maggiore sostenibilità.

Possono farlo in diversi modi: ad esempio, consentendo a un’azienda di finanziare progetti pluriennali di allineamento della tassonomia, come la conversione degli impianti di produzione per ridurre le emissioni. Oppure rendendo possibile l’acquisizione o la costruzione di un asset allineato alla tassonomia, ad esempio un nuovo edificio a risparmio energetico.

Inoltre, le obbligazioni verdi europee possono supportare gli emittenti nel finanziamento di attività di transizione come definite dalla tassonomia, come acciaio, cemento o alluminio. Le aziende attive in questi settori hanno un ruolo importante nella nostra economia, ma possono avere difficoltà a effettuare la transizione e tendono ad astenersi dall’emettere obbligazioni verdi. Tuttavia, hanno bisogno di investimenti per passare a un futuro a basse emissioni di carbonio. Le obbligazioni verdi europee possono essere lo strumento che le supporta nell’accesso a questo tipo di investimento. In questo modo, crediamo che queste obbligazioni contribuiranno alla transizione, un’area su cui la Commissione continuerà a concentrarsi nei prossimi anni.

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Un workshop

Per supportare l’uso e l’attuazione dello standard europeo sulle obbligazioni verdi, la DG Stabilità finanziaria, Servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali (DG FISMA) ha recentemente organizzato un workshop per le parti interessate. I potenziali emittenti, gli investitori, gli altri partecipanti al mercato e la comunità di vigilanza hanno colto l’occasione per sollevare domande e segnalare questioni pratiche e legali. Gli argomenti chiave includevano i requisiti collegati alla tassonomia UE e l’interazione tra il nuovo standard e il Regolamento sui prospetti. Stiamo riflettendo su come portare avanti questo feedback per fornire potenzialmente maggiori indicazioni alle parti interessate.

Inoltre, presto verrà integrato lo standard europeo sui green bond con nuovi strumenti per gli emittenti di altri tipi di obbligazioni verdi o legate alla sostenibilità. Gli emittenti di queste obbligazioni saranno in grado di utilizzare nuovi modelli pre e post emissione per divulgare volontariamente l’allineamento della tassonomia di questi titoli, contribuendo a migliorare la trasparenza e la standardizzazione nel mercato dei green bond e rendendo più facile per gli investitori confrontare le ambizioni tra diversi strumenti.

Un nuovo sistema per i revisori esterni

Nel frattempo, l’ESMA sta attualmente lavorando per mettere in atto il nuovo sistema di registrazione e supervisione per i revisori esterni. Dal 21 dicembre 2024 al 21 giugno 2026, queste società opereranno in un regime transitorio, che richiede loro di notificare all’ESMA. L’ESMA pubblicherà sul suo sito web e manterrà aggiornato un elenco delle aziende che hanno presentato tale notifica e fornito le informazioni necessarie, in modo che gli investitori e gli emittenti di obbligazioni verdi europee possano vedere quali sono le aziende che possono fornire servizi come revisori esterni di obbligazioni verdi europee durante il periodo transitorio.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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