Ferrari debutta in piazza Affari. In rosso
Primo giorno di quotazione a Milano per la casa di Maranello, che va subito in asta di volatilità. Il Ftse Mib cede il 2,5%, dopo i crolli delle borse asiatiche
Ferrari debutta in piazza Affari nella prima seduta dell’anno. Ma a tingere di rosso la borsa milanese non sono solo gli stendardi della casa automobilistica che oggi decorano Palazzo Mezzanotte, ma anche i pesanti ribassi degli indici: a mezz’ora dall’avvio degli scambi, il Ftse Mib cede quasi il 2,5%, un dato in linea con le altre borse europee (Francoforte arriva a cedere in realtà oltre il 3%), mentre i listini asiatici stanno terminando la seduta con una serie di crolli.
Per quanto riguarda Ferrari, che entrerà a far parte del paniere principale, il Ftse Mib, il primo prezzo segnato è stato 43 euro, decisamente inferiore ai 48 euro della chiusura di venerdì a New York (dove il titolo è già quotato da ottobre), ma poi le azioni hanno iniziato a calare fino a essere sospese per eccesso di volatilità. Riammesse agli scambi, viaggiano intorno ai 42,5 euro. In rosso anche Fca, che quota 8,5 euro, contro una chiusura a 12,92 euro il 30 dicembre: il prezzo tiene ovviamente conto dello scorporo di Ferrari: l’80% del Cavallino in carico a Fiat Chrysler valeva, all’ultima chiusura di New York, circa 6,65 miliardi di euro, contro i 16,6 miliardi di Fca.
L’operazione di scorporo, in realtà, non è ancora conclusa. E’ previsto un concambio di uno a dieci (una azione Ferrari per ogni dieci titoli Fca), e l’operazione sarà efficace tra il 6 e il 7 gennaio: soltanto venerdì 8 gennaio dunque la totalità delle azioni Ferrari assegnate con lo scorporo sarà regolarmente quotata e si potrà capire quanto il mercato valuti le due società separate.
A guastare la festa a Ferrari, comunque, è l’andamento delle borse asiatiche. Shanghai in particolare ha ceduto il 7%, ma chiusure pesanti si registrano anche a Tokyo (meno 3%) e Hong Kong (meno 2,6%). A scatenare le vendite è stata la notizia arrivata dalla Cina di un nuovo, inaspettato calo, in dicembre, dell’attività manifatturiera. L’indice Pmi calcolato da Markit-Caixin si è attestato a 48,2 punti contro i 48,6 di novembre, confermandosi, per il decimo mese consecutivo, al di sotto della soglia dei 50 punti, che separa la crescita dalla contrazione.





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