Brasile alle urne, focus dei mercati sulle politiche economiche

Pablo Riveroll -

Il 7 ottobre si terranno le elezioni generali in Brasile. All’interno del Congresso Nazionale, saranno al vaglio delle elezioni due terzi degli 81 seggi nel Senato Federale e tutti i 513 seggi della Camera dei Deputati.

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Durante lo stesso giorno si terranno anche le elezioni per i governatori dei singoli stati e per le assemblee legislative. Il risultato di queste elezioni avrà un impatto notevole sulle politiche economiche brasiliane dei prossimi 4 anni e di conseguenza le implicazioni per i mercati finanziari saranno significative.

La ripresa economica del Brasile è ancora in una fase iniziale, dopo la profonda recessione del 2014-2016, durante la quale il Pil è sceso in totale del 10%. I bassi livelli di inflazione hanno permesso alla banca centrale di mantenere una politica monetaria accomodante per supportare la crescita e il Pil, aumentato dell’1% nel 2017, con un ulteriore +1,4% previsto per il 2018. Tuttavia, la disoccupazione resta elevata e i risultati economici degli ultimi anni, insieme a un ampio scandalo di corruzione, hanno discreditato la classe politica al potere. Molti elettori brasiliani chiedono un cambiamento.

Come siamo arrivati a questo punto?

L’attuale leader brasiliano, il Presidente Michael Temer del Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB), è salito al potere nel 2016 dopo l’impeachment della Presidente Dilma Rousseff del Partito dei Lavoratori, all’epoca al suo secondo mandato. In quanto Vicepresidente sotto l’amministrazione Rousseff, è subentrato senza elezioni, come previsto dalla Costituzione.

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Dato che il Brasile stava attraversando un’importante fase di recessione in quel momento, Temer avviò un programma di riforme per riportare il Paese su un sentiero di crescita economica sostenibile. Le riforme chiave hanno incluso l’implementazione di un tetto massimo per le spese pubbliche e la riforma del lavoro. Tuttavia, nonostante un certo successo iniziale, il progresso si è arenato tra le accuse di corruzione. L’austerità spesso non è popolare tra gli elettori e sebbene i mercati finanziari abbiano accolto con favore gli sforzi di riforma di Temer, il suo indice di gradimento è a singola cifra e al momento non è in corsa per continuare il mandato.

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I principali candidati e la riforma delle pensioni

I principali candidati in corsa per la carica di Presidente sono quattro:

  • Jair Bolsonaro del Partito Social-Liberale, primo nei sondaggi, con posizioni conservative e nazionaliste.
  • Fernando Haddad, subentrato come candidato del Partito dei Lavoratori dopo che Luiz Inácio Lula da Silva è stato dichiarato non-eleggibile per una condanna per riciclaggio; è supportato dall’endorsment di Lula e al momento è al secondo posto nei sondaggi.
  • Ciro Gomes del Partito Democratico Laburista, terzo secondo i sondaggi, ha una lunga esperienza politica di sinistra.
  • Geraldo Alckmin del Partito della Social-Democrazia Brasiliana, è supportato dai mercati ma non altrettanto dagli elettori, secondo i sondaggi di settembre.

Dal punto di vista macroeconomico, la debolezza principale in Brasile è l’ampio deficit fiscale, che ha superato il 10% del Pil sotto l’ex Presidente Rousseff. L’amministrazione Temer è stata in grado di far passare misure che hanno aiutato a ridurre il deficit fino al 7,8% del Pil nel 2017. Tuttavia, l’importante riforma delle pensioni, necessaria per destinare risorse pubbliche al processo per una crescita sostenibile di lungo termine è stata rimandata a dopo le elezioni.

Di conseguenza, la questione di cruciale importanza per i mercati finanziari è capire l’impegno e la capacità del prossimo Presidente di implementare le riforme strutturali necessarie, in particolare la riforma delle pensioni, insieme ad un impegno continuo verso una politica economica ortodossa. Sul tema delle pensioni, tutti i principali candidati riconoscono che sia necessaria un’azione, ma il grado e la velocità con cui probabilmente si muoveranno i singoli candidati sarà differente.

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Una soluzione verrà trovata, in un modo o nell’altro

Sembra improbabile che un singolo candidato otterrà più del 50% dei voti al primo round. Di conseguenza, il 28 ottobre si terrà probabilmente un secondo round tra i candidati che avranno maggiore successo. I favoriti al momento sono Jair Bolsonaro e Fernando Haddad. In tal caso si tratterebbe di una scelta tra un candidato di destra e uno di sinistra, con prospettive molto diverse. I sondaggi su un ipotetico secondo round hanno mostrato risultati contrastanti, e ciò indica che l’incertezza resta elevata.

Detto ciò, la riforma delle pensioni e la continuazione della disciplina fiscale sono ritenute di cruciale importanza per la sostenibilità di medio termine. Di conseguenza, la performance degli asset brasiliani probabilmente dipenderà dalla capacità della prossima amministrazione di attuare misure appropriate. Se il Governo dovesse fallire nel far passare un numero sufficiente di politiche economiche convenzionali, è probabile che la reazione dei mercati obbligazionari e delle valute spingerà il Governo a considerare politiche più ortodosse. Siamo quindi convinti che ci si occuperà della sostenibilità fiscale nel medio termine, ma sia il percorso che le tempistiche dipenderanno probabilmente da chi vincerà le elezioni, ed entrambe potrebbero avere implicazioni materiali sulla volatilità dei mercati nel breve termine e sui risultati macroeconomici.

Dal punto di vista degli investimenti, abbiamo una visione cautamente positiva sull’azionario brasiliano. Il mercato sta scambiando a valutazioni attraenti, con un rapporto forward prezzo/utili attorno a 10x, che è più basso rispetto ai mercati emergenti più in generale a livello storico, con una crescita degli utili sopra la media. Riteniamo che la riforma delle pensioni verrà probabilmente approvata dal nuovo Governo, indipendentemente dal candidato che vincerà le elezioni, anche se forma ed entità potrebbero variare. Il mercato potrebbe essere vulnerabile se il nuovo Governo non si impegnerà a presentare ed approvare la riforma delle pensioni all’inizio dell’amministrazione. Puntiamo a sfruttare la volatilità di mercato per aggiungere posizioni sulle società di alta qualità brasiliane a valutazioni inferiori, nel caso in cui nostro scenario di base dovesse concretizzarsi.


Pablo Riveroll – Head of Latin American Equities – Schroders

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