Difesa dell’Ucraina. Ci sono altri interessi da parte dell’Occidente?

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difesa dell’Ucraina

Secondo quanto riporta il Guardian, a firma Simone Tisdall, Boris Johnson sta usando la crisi ucraina per rilanciare il riavvicinamento del Regno Unito all’Europa dopo lo schiaffo della Brexit. Anche se rischia un’altra grande spaccatura con Bruxelles sull’Irlanda del Nord, Johnson sta usando la crisi ucraina per ricucire gli strappi con alcuni vecchi alleati europei. Il suo obiettivo è ristabilire il Regno Unito come potenza continentale.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Legami politici

E non si tratta solo di stringere patti di difesa bilaterali con le aspiranti NATO Svezia e Finlandia, ma anche di riprendere i legami politici con i Paesi dell’Europa orientale e centrale e nordici che erano naturali alleati del Regno Unito prima della rottura della Brexit. Johnson e importanti ministri hanno visitato ripetutamente la Polonia e le repubbliche baltiche mentre si sviluppava la crisi ucraina.

La Joint Expeditionary Force

Né va dimenticata la presenza della Joint Expeditionary Force, un gruppo militare non UE allineato alla NATO che comprende Regno Unito, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Svezia, Islanda, Estonia, Lettonia, Lituania e Paesi Bassi. La JEF è profondamente coinvolta nella difesa dell’Ucraina. In un certo senso, è l’esercito europeo di cui parla spesso l’UE (ma che non riesce mai a organizzare) e … paradosso … oggi è guidato dal Regno Unito.

I terreni agricoli in Ucraina

Ma c’è un’altra motivazione nascosta perché qualcuno desideri salvare l’Ucraina, secondo quanto pubblica il blog “parole libere”  Tre grandi multinazionali statunitensi hanno comprato in Ucraina, in soli due anni, 17 milioni di ettari di ottima terra. Si tratta di Cargill (non quotata in borsa), DuPont (NYSE) e Monsanto (ex multinazionale americana ma ora controllata dalla Bayer).

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Per capire quanto siano 17 milioni di ettari, basti pensare che in tutta Italia la superficie di terra agricola è 16,7 milioni di ettari. Cioè in Ucraina le sole recenti acquisizioni delle tre multinazionali sono in grado di produrre quanto l’Italia. L’Ucraina è un importante produttore agricolo e nel 2019-2020 ha esportato 57 milioni di tonnellate di grano (fonte ANSA). A dire il vero pare che anche il 5% del terreno agricolo ucraino sia già stato acquistato dal governo cinese.

Tutto questo è stato reso possibile dal fatto che Zelensky ha posto fine nel marzo del 2020 a un divieto di vendita dei terreni rimasto in vigore per quasi 20 anni aprendo il mercato dei terreni agricoli per la prima volta dall’indipendenza del Paese. Maggiori dettagli sui siti web Reuters, Radio Liberty e il Kyiv Post. La cancellazione del divieto di vendita dei terreni era uno dei requisiti per ricevere un finanziamento dal Fondo Monetario Internazionale.

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Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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