In uscita per la pensione? meglio entro il 2015

di Walter Quattrocchi -

Ancora poche settimane per evitare il taglio dell’assegno dovuto ai nuovi coefficienti di trasformazione dei contributi

Novembre è l’ultimo mese utile, per i dipendenti del settore privato, per andare in pensione con decorrenza dicembre ed evitare i nuovi coefficienti di trasformazione dei contributi: quelli in vigore dal 2016, infatti, causeranno una svalutazione dei versamenti da un minimo dell’1,35% a un massimo del 2,50%, a seconda dell’età di accesso alla pensione.

I lavoratori del settore pubblico hanno un mese in più, poiché possono presentare la domanda di pensione entro il 30 dicembre con decorrenza il giorno successivo.

Non si tratta di cifre che cambiano la vita, ma a chi è indeciso conviene mettere nel conto anche questo aspetto.

I coefficienti di trasformazione del montante contributivo (i nuovi coefficienti saranno validi per il triennio 2016-2018 e poi aggiornati ogni due anni, come previsto dalla riforma Fornero) si applicano solo sulla parte di pensione calcolata con il metodo contributivo, come previsto fin dalla riforma Dini.
In particolare il metodo contributivo va applicato dal 1° gennaio 1996 per i lavoratori che entro l’anno 1995 hanno versato contributi per un numero di anni inferiore a 18 (ai quali si applica il sistema retributivo fino al 1995 e poi il sistema contributivo), per quelli che sono privi di anzianità contributiva anteriore all’anno 1996 (ai quali si applica in modo esclusivo il metodo contributivo) e, dal 1° gennaio 2012, per i lavoratori che hanno versato contributi prima di tale data, indipendentemente dalla data di inizio dell’attività (ai quali si applica il sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011 e il contributivo dal 2012).

Così un lavoratore medio, con meno di 18 anni di contributi al 1995, che va in pensione di vecchiaia nel 2015 a 66 anni e tre mesi, con un montante contributivo (la somma dei suoi contributi) di 200 mila euro, avrà diritto ogni mese a 18 euro lordi in più rispetto a chi, con gli stessi requisiti, andrà in pensione dal prossimo anno.

I coefficienti di trasformazione sono calcolati in misura relativa all’andamento dell’aspettativa di vita: se questa si allunga i parametri diminuiscono, al fine di garantire l’equilibrio finanziario del sistema, evitando che le pensioni effettivamente corrisposte a ciascuno siano molto superiori alla somma di quanto ha versato.

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