Ethenea: tassi italiani superiori del 70% al massimo sostenibile

Yves Longchamp -

Decennale italiano al 2,9% contro un tasso d’interesse massimo sostenibile compreso tra lo 0,6 e l’1,6%. Tassi troppo elevati troppo a lungo potrebbero provocare l’intervento della Bce o del Meccanismo europeo di stabilità.

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Stando ai dati Ocse, il debito italiano è attualmente pari al 151% del Pil. Secondo i nostri calcoli, il tasso d’interesse massimo sostenibile dall’Italia è compreso tra lo 0,6% e l’1,6%, valori ben al di sotto dell’attuale tasso a dieci anni del 2,9%. L’Italia, dunque, resta in zona pericolo e costituisce il principale rischio sistemico per l’Eurozona”. È l’analisi di

“Il tasso privo di rischio per l’Eurozona non è quello tedesco, che è comunque sicuro ed è pari allo 0,3%, bensì quello italiano a dieci anni, che oggi, secondo le nostre ultime stime, è al 2,9%, un valore superiore del 70% rispetto al tasso d’interesse massimo sostenibile del Paese, che si situa tra lo 0,6%, pari al tasso di crescita potenziale del Pil italiano, e l’1,6%, che corrisponde al tasso di crescita effettivo del Pil”.

“Finché i rendimenti italiani resteranno abbastanza bassi da non minacciare la sostenibilità del debito pubblico, l’Eurozona sarà al sicuro ed è poco probabile che si apra un nuovo capitolo nella crisi dell’euro. Fatta esclusione per la Grecia, l’economia italiana è la peggiore in termini di crescita, con un Pil ancora inferiore di oltre il 5% rispetto al livello raggiunto dieci anni fa, mentre le altre tre principali economie ­– Francia, Germania e Spagna ­– e l’Eurozona nel suo complesso si sono pienamente riprese. Purtroppo non ravvisiamo alcun segnale che l’Italia stia recuperando terreno”.

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“Il Paese risente di un contesto di bassa crescita strutturale e di elevato indebitamento e il suo futuro dipende interamente dal livello dei tassi d’interesse e dalla sua capacità di rifinanziarsi sui mercati. Se i tassi d’interesse dovessero restare alti per un periodo prolungato, pregiudicando la capacità del governo di rifinanziarsi, ci attendiamo un intervento della Banca centrale europea o del Meccanismo europeo di stabilità. Fortunatamente”, conclude Longchamp, “non siamo ancora arrivati a questo punto, ma occorre monitorare attentamente gli sviluppi futuri e valutare con grande prudenza gli investimenti nella penisola”.


Yves Longchamp – Head of Research – ETHENEA Independent Investors

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