Nel breve periodo il mercato è una macchina elettorale, ma nel lungo periodo è una bilancia

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Nelle ultime settimane i titoli azionari sono crollati a causa della tempesta perfetta scatenata dal conflitto in Ucraina, dall’inflazione record che ha indotto le banche centrali ad aumentare i tassi più del previsto e da nuovi focolai di Covid-19 che hanno portato a diversi lockdown in Cina.

Gli investitori farebbero quindi bene a ricordare una famosa citazione: ” Nel breve periodo il mercato è una macchina elettorale, ma nel lungo periodo è una bilancia”.

La frase venne coniata dall’economista britannico Benjamin Graham, considerato il padre del value investing e un tempo capo di Warren Buffett. La frase sta a significare che, nel breve periodo, il mercato esprime il proprio giudizio sulle aziende più popolari e, di conseguenza, fa salire e scendere i prezzi delle azioni. Tuttavia, nel lungo periodo, il mercato deve valutare i fondamentali sottostanti di un’azienda per attribuirle il suo vero peso o valore.

Dal nostro punto di vista, il futuro è più incerto ora di quanto non lo sia stato per molti anni. Per tale motivo, dobbiamo cercare di allontanarci dal rumore quotidiano che circonda molti dei movimenti dei mercati. Dobbiamo pensare davvero a quali sono le prospettive e a dove ci troveremo verso la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo anno.

Il fantasma dell’inflazione è apparso e stiamo iniziando a intravedere gli effetti secondari con l’aumento delle richieste salariali, che, a nostro avviso, rappresenta il punto in cui bisogna prestare molta attenzione, perché significa che l’inflazione si sta insinuando e che è necessario un rallentamento molto più marcato per poterla contenere. Sull’altro piatto della bilancia, stiamo già assistendo a un freno alla domanda aggregata attraverso l’aumento dei prezzi delle materie prime, un dollaro statunitense molto più forte e un inasprimento delle condizioni finanziarie per i consumatori. Inoltre, stiamo assistendo a una seconda recessione commerciale derivante dal blocco della Cina.

Guardando ai prossimi 12 mesi, la crescita sarà più lenta, ma sarà comunque positiva. Riteniamo che il sostegno fiscale permarrà in Europa e in Cina. Gli utili societari continuano a crescere, mentre la politica monetaria rimane accomodante; inoltre, non dobbiamo dimenticare che le banche centrali hanno a disposizione diversi strumenti per controllare l’inflazione. Questo è uno degli elementi chiave. Se riusciremo a intravedere un picco dell’inflazione, allora significa che avremo un mercato molto più calmo. Le altre economie si stanno ancora aprendo. Riteniamo che i bilanci dei consumatori e delle imprese statunitensi siano in ottima forma e che gli indicatori di recessione saranno ancora piuttosto bassi per i prossimi 12 mesi. Per tali motivi pensiamo che la situazione sia ancora positiva.

Da un punto di vista multi-asset, le condizioni di mercato turbolente spesso producono vincitori sorprendenti. Il mercato azionario che ha registrato la migliore performance nel 2022 è stato finora la Turchia. Se all’inizio dell’anno qualcuno avesse chiesto se la Turchia sarebbe stata il mercato azionario più performante in qualsiasi momento dell’anno, non crediamo che molti avrebbero risposto di sì. Quindi dobbiamo ricordare che quando le azioni vengono vendute, poi recuperano, anche se, in realtà, non cambia granché.

Il Sudafrica è un altro paese interessante, data la sua produzione di metalli e essendo uno dei maggiori esportatori mondiali di platino e palladio. Poiché anche la Russia è un importante esportatore di entrambi i metalli preziosi, ma ora è soggetta a sanzioni, si può capire come la domanda di minerali dal Sudafrica sia improvvisamente aumentata. Si tratta di una situazione sicuramente da tenere d’occhio nei prossimi tre-sei mesi.

Abbiamo però bisogno di vedere un po’ di calma sui mercati del credito per sentirci più fiduciosi anche sui mercati azionari. Quando gli spread creditizi iniziano a stabilizzarsi e poi a ridursi, per noi è un buon segnale sul futuro sentiment verso gli asset rischiosi.