Manifesto per lo sviluppo dei Mercati dei Capitali. La crescita in Italia del nostro patrimonio imprenditoriale

Mai come adesso è fondamentale mantenere con determinazione la giusta rotta per favorire i mercati dei capitali nel nostro Paese, delineando una vera e propria politica industriale in tal senso.

Si tratta di un momento storico caratterizzato da un confronto attivo sulle riforme necessarie per dare nuova linfa ai mercati dei capitali in Italia, ma al contempo segnato da un contesto macroeconomico sfavorevole, da inflazione elevata e politiche monetarie fortemente restrittive, erede di una decennale mancanza di politica industriale a sostegno dei mercati dei capitali che è stata interrotta soltanto da sporadiche iniziative virtuose come quella dei PIR e del c.d. “Bonus IPO”.

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Dieci proposte concrete

Per affrontare efficacemente i temi più critici che affliggono il mercato dei capitali in Italia è necessario adottare una politica industriale omnicomprensiva. Tale politica è presentata all’interno del Manifesto e declinata in dieci proposte concrete che riguardano gli investitori istituzionali domestici e gli intermediari finanziari, l’attività delle autorità di vigilanza e la fiscalità.

Il sistema Italia
“Le operazioni straordinarie su Tod’s e Saras recentemente annunciate inducono riflessioni sull’attrattività dell’intero sistema-Italia, non solo di Borsa Italiana. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che si tratta della punta dell’iceberg”. Così afferma “È lunga la lista delle società che hanno abbandonato il listino italiano. Nel 2023 ci sono stati 24 delisting (con una capitalizzazione persa di oltre 11 miliardi di euro) mentre nel 2022 si erano registrate 22 uscite (capitalizzazione persa di oltre 43 miliardi)”.

Se le acquisizioni da parte di investitori esteri testimoniano l’apprezzamento globale per il Made in Italy, d’altra parte non si può non considerare quanto rischino di causare una “fuga dei cervelli decisionali” delle nostre imprese fuori dai confini nazionali, grave quanto quella dei migliori giovani talenti. Anzi, forse di più, perché potrebbe esserne una delle cause.

La creazione di un terreno per la crescita in Italia del nostro patrimonio imprenditoriale è una sfida che non possiamo perdere. In questa direzione va il “Manifesto per lo sviluppo dei Mercati dei Capitali”, iniziativa promossa da Assonime, Borsa Italiana, EQUITA e Università Bocconi, ma anche il Ddl Capitali e la Delega al Governo per la riforma fiscale con una serie di misure volte a trattenere e a rimpatriare le nostre aziende.

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“Sono segnali importanti dell’inizio di uno sforzo di sistema per tutelare e sviluppare la competitività del nostro Paese. Uno sforzo al quale anche il Private Banking vuole contribuire, preparando i consulenti finanziari a confrontarsi con i clienti imprenditori sulle diverse alternative e strumenti a disposizione per favorire la crescita dell’impresa” ribadisce Maria Antonella Massari.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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