Recessione in vista negli USA, come ribilanciare il portafoglio?

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Sebbene l’economia statunitense appaia più resiliente di quanto previsto, le recenti turbolenze nel settore bancario hanno alimentato il dibattito sull’eventualità di un atterraggio morbido o di una recessione. Noi propendiamo per quest’ultima ipotesi e continuiamo a ritenere che quest’anno si verificherà una recessione, visto il ritmo sostenuto dell’inasprimento dei tassi della Federal Reserve.

Alla luce di ciò, in che modo gli investitori dovrebbero posizionare i loro portafogli per cercare riparo dall’imminente tempesta recessiva? Sebbene ogni recessione sia unica e non vi sia alcuna garanzia che la storia si ripeta, è utile capire come si sono comportate le diverse asset class durante le passate fasi di recessione.

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Le recessioni possono essere definite da due trimestri consecutivi di crescita negativa del Pil reale o in termini di ciclo economico, ma qui ci limitiamo a considerare le recessioni statunitensi ufficialmente datate dal NBER (National Bureau of Economic Research).

La sicurezza prima di tutto, ma attenzione a non perdere la rivalutazione del mercato

Le recessioni sono spesso caratterizzate da un crollo della crescita e da un calo dell’inflazione, che spingono i policymaker ad allentare la politica monetaria o fiscale, o spesso entrambe. Solitamente gli investitori cercano la sicurezza dei titoli di Stato e, in parte, delle obbligazioni societarie. Anche il dollaro viene percepito come bene rifugio durante le recessioni, in particolare quando il resto del mondo è più debole dell’economia statunitense. In confronto, l’azionario e le materie prime vengono colpite pesantemente dal crollo dell’attività economica.

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Più in generale, negli ultimi 30 anni la performance degli asset di rischio è stata ancora peggiore durante le recessioni, a causa delle pesanti perdite subite durante la crisi finanziaria globale.

Sebbene l’azionario USA abbia quasi sempre toccato il fondo durante le recessioni, ha registrato un forte rimbalzo verso la fine del periodo. La ripresa dell’azionario è dovuta alla combinazione di valutazioni a buon mercato e aspettative di un futuro miglioramento dell’attività economica e degli utili societari grazie all’allentamento della politica della Fed. Se ci si limita a considerare gli scarsi rendimenti registrati durante le passate recessioni, gli investitori dovrebbero essere consapevoli di non poter perdere l’occasione di una rivalutazione del mercato.

Come si sono comportati i settori azionari durante le precedenti recessioni?

Con le azioni che vanno tipicamente in rosso durante le recessioni, i settori più difensivi negli Stati Uniti, come i beni di consumo e l’assistenza sanitaria, hanno registrato in media i rendimenti più elevati. Questo perché gli investitori hanno cercato le società che offrono una redditività superiore e bilanci solidi in periodi di stress economico.

Al contrario, i settori più ciclici del mercato, come i finanziari e gli industriali, hanno tendenzialmente registrato le performance peggiori. Detto questo, alcuni dei settori che hanno sottoperformato maggiormente durante le recessioni, come l’immobiliare e il finanziario, hanno registrato una forte ripresa verso la fine della recessione.

In confronto, i settori difensivi come i servizi di pubblica utilità hanno tendenzialmente registrato forti guadagni all’inizio della recessione, ma perdite verso la fine della stessa. Nonostante sia considerato un settore ciclico, anche la performance del settore dei servizi di comunicazione ha mostrato questo andamento durante le recessioni. Prima del 2018, infatti, questo settore era classificato come un settore difensivo, noto come “telecomunicazioni”.

Un approccio difensivo è vincente, ma non bisogna ignorare le small cap

Durante le precedenti recessioni, le strategie più difensive hanno rappresentato lo stile vincente. Sembra che gli investitori abbiano cercato riparo in titoli di qualità con bilanci solidi e flussi di cassa stabili.

Nel frattempo, negli ultimi 30 anni, lo stile Growth ha registrato guadagni più consistenti durante le recessioni, data la crescente predominanza dei titoli tecnologici nell’indice.

I peggiori risultati sono stati invece quelli delle small cap e dei titoli Value. Lo stile Value viene colpito dal calo dei tassi d’interesse in quanto è correlato positivamente con l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. Sebbene le small cap abbiano in genere rendimenti negativi durante le recessioni, si rivalutano fortemente verso la fine delle stesse. Sembra che gli investitori inizino a scontare la ripresa della redditività aziendale delle società più piccole, in quanto è più probabile che beneficino di una politica monetaria più accomodante rispetto alle controparti più grandi.

Le materie prime non brillano nelle recessioni

Le materie prime sono tipicamente penalizzate durante le recessioni e i settori che registrano le performance peggiori sono l’energia e i metalli industriali, in quanto più sensibili alle variazioni della crescita economica.

Al contrario, l’oro ha avuto la tendenza a brillare durante le recessioni, visto che gli investitori si sono affidati al suo status di bene rifugio. Allo stesso tempo, l’allentamento della politica monetaria e la riduzione dei tassi di interesse reali hanno tipicamente sostenuto i prezzi dell’oro durante le recessioni economiche. Tuttavia, il rafforzamento del dollaro durante le recessioni è un elemento di equilibrio.

Vale la pena sottolineare che questi risultati si basano sulle passate recessioni statunitensi e non tengono conto della Cina, che è il più grande consumatore di materie prime al mondo. Ad esempio, la Cina rappresenta la metà del consumo mondiale di rame ed è il secondo consumatore di petrolio. Con gli Stati Uniti che dovrebbero entrare in recessione nel corso dell’anno, è probabile che la crescita in Cina registri una forte ripresa grazie all’abolizione delle restrizioni della politica dello zero-Covid. Si prevede che la ripresa in Cina sia orientata verso i servizi, che potrebbero sostenere maggiormente il settore energetico e compensare in parte il potenziale freno di una recessione statunitense.

Conclusioni

Sebbene non vi siano garanzie sulla tempistica della recessione, ci aspettiamo che questa si verificherà nella seconda metà di quest’anno, il che potrebbe portare gli investitori a puntare innanzitutto sugli asset difensivi nei primi mesi della recessione. Ma non dovrebbero ignorare le opportunità che emergono quando il mercato si rivaluta e si prepara a passare alla fase successiva del ciclo.