Allianz: i principali trend sulla responsabilità civile delle imprese di servizi professionali

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Architetti e ingegneri sono sottoposti a maggiori controlli sui difetti di costruzione e di sicurezza antincendio. I professionisti del mondo dei servizi finanziari possono essere accusati di aver gestito male i fondi di investimento depauperati dall’inflazione. L’uso non esperto di strumenti di intelligenza artificiale (IA) da parte di un avvocato durante la preparazione dei casi può portare ad avere un dossier pieno di errori. Il quadro dei rischi emergenti per le imprese di servizi professionali è variegato.

Il nuovo report di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) sulla Professional Indemnity (PI) identifica una serie di rischi emergenti in materia di responsabilità civile per le aziende, classificandole in base al livello di impatto previsto, alle potenziali cause di perdita e probabilità che questi eventi possano essere mitigati. Tra Le professioni interessate figurano consulenti, revisori dei conti, contabili, architetti, ingegneri, broker assicurativi, avvocati e media manager, tutti soggetti che possono essere ritenuti responsabili di perdite derivanti da una violazione verificatasi nell’espletamento dei loro incarichi.

“Anche se le esposizioni variano, tutte queste professioni sono esposte ad una serie di rischi di responsabilità civile che vanno adeguatamente affrontati e mitigati. Queste possono andare da accuse di negligenza o omissioni che hanno causato danni al cliente, a false dichiarazioni, alla mancata identificazione di attività fraudolente, alla violazione involontaria di contratti, diritti di proprietà intellettuale o riservatezza, nonché ad indagini e azioni normative”, afferma Diego Assef, Head of the Global Practice Group, Professional Indemnity Claims di AGCS.

In cima alla classifica si posizionano le leggi sulla sicurezza degli edifici rischi informatici come gli “hacker a noleggio”

Nella relazione gli esperti mondiali di AGCS sui sinistri PI identificano e classificano 11 tendenze emergenti, con alcune professioni più esposte di altre a seconda del rischio e della natura della loro attività. L’evoluzione della legislazione in materia di sicurezza degli edifici e il cyber crime, l’ingegneria sociale e la perdita di dati sono tutti al 1° posto (molto elevato – prevede un impatto critico sulle attività o una elevata gravità dei danni). Il rapporto rileva che, sebbene la sicurezza degli edifici sia stata un problema soprattutto del Regno Unito dopo la tragedia dell’incendio della Grenfell Tower nel 2017, l’impatto sarà avvertito anche a livello globale. Nel Regno Unito, l’estensione del periodo di responsabilità per i difetti di costruzione e di sicurezza antincendio potrebbe portare nuove azioni legali nei confronti di produttori e fornitori, con un potenziale effetto domino su tutte le figure specializzate coinvolte in un progetto, come architetti, ingegneri e appaltatori.

Negli ultimi anni gli attacchi informatici sono aumentati e gli studi professionali sono molto esposti a causa dei dati riservati dei clienti e della proprietà intellettuale che trattano o con cui operano. Ad esempio, i cosiddetti cyber mercenari prendono sempre più di mira gli studi legali per impossessarsi di informazioni confidenziali o protette che potrebbero influenzare la situazione in un aula di tribunale. Costoro, definiti “hacker a noleggio”, forniscono le capacità tecniche e la possibilità di negare un coinvolgimento nell’attacco informatico nel caso in cui questo venga scoperto. Le cause di risarcimento, che si applicano a tutte le professioni, includono frodi di phishing e spoofing, rischi della supply chain di terzi, ransomware o malware, mancanza di sistemi o controlli adeguati o perdita di dati. Una violazione informatica non solo comporta costi e disagi immediati per le parti interessate, ma può anche determinare importanti conseguenze, tra cui azioni da parte delle autorità di protezione dei dati e sanzioni pecuniarie considerevoli. A ciò può seguire una controversia legale da parte dei soggetti interessati, incluse le richieste di risarcimento da parte di grandi gruppi oppure da clienti e da terzi, con reclami per perdite dovute all’interruzione dell’attività o alla fuga di informazioni. Una violazione comporta anche il rischio di danni alla reputazione, con conseguenti flessioni sul valore delle azioni e richieste di danno. Le aziende più piccole sono più vulnerabili perché normalmente sono dotate di sistemi di sicurezza meno sofisticati.

Prepararsi alla instabilità e agli impatti imprevisti dell’inflazione e delle nuove tecnologie

Tra gli altri rischi esaminati vi è la instabilità geopolitica, economica e di mercato (al 3° posto – prevede un impatto moderato sulle attività o moderata gravità dei danni). Il report rileva che i professionisti che agiscono per conto dei clienti possono essere più esposti ed incorrere in sanzioni che sono in rapida evoluzione, mentre per i professionisti del settore edile e della progettazione, le interruzioni delle supply chain possono portare a richieste di risarcimento per ritardi nei progetti.

Anche il contesto inflazionistico si colloca al 3° posto. Secondo AGCS, se le spinte inflazionistiche portassero a condizioni di recessione, i professionisti potrebbero incorrere in una miriade di potenziali esposizioni, tra cui quelle legate all’insolvenza, per i revisori e i curatori fallimentari, richieste di risarcimento da parte dei finanziatori per gli avvocati e i periti e quelle derivanti dalla due diligence per gli avvocati e i commercialisti. Oltre alle condizioni di recessione, i professionisti dei servizi finanziari possono trovarsi ad affrontare accuse di cattiva gestione e inadeguatezza relative a fondi colpiti un impatto negativo a causa proprio dell’alta inflazione.

In fondo alla classifica dei rischi, ma da non sottovalutare, c’è l’uso di nuove tecnologie come gli strumenti di IA da parte delle società di servizi professionali (al 4° posto per impatto minore).

“Sebbene l’intelligenza artificiale abbia il potenziale per ridurre i rischi, con la rapida evoluzione delle soluzioni tecnologiche, aumentano anche i possibili fattori di rischio”, afferma Assef. Tra questi, la privacy dei dati o i problemi di diritto d’autore, la necessità di tutelare la riservatezza quando si ricorre a fornitori di servizi, il rischio di ripetere gli errori in un lavoro di massa e il livello di supervisione richiesto dalle attività di machine learning.

“Con l’evolversi della tecnologia gli studi professionali devono continuare a istruire e supervisionare correttamente il proprio personale e a garantire l’adeguata provenienza dei servizi forniti, vista la comparsa di strumenti come ChatGPT. La mancanza di consapevolezza del funzionamento dell’IA così come il suo utilizzo inappropriato, potrebbero portare a sanzioni legali e a denunce civili contro i professionisti”. Recentemente un avvocato di New York è stato sanzionato a causa di un documento elaborato con l’ausilio di ChatGPT e utilizzato in un caso di danni personali di un suo cliente. In questo caso venivano infatti citate sei decisioni giudiziarie inesistenti.[1]

Sinistri PI: le professioni più colpite

Il report indica inoltre che, negli ultimi 20 anni AGCS ha elaborato e gestito oltre 90.000 sinistri PI a livello globale per un valore totale di 2,2 miliardi di €. L’analisi evidenzia che per i grandi sinistri (solo quelli di importo superiore a 1 milione di €), gli avvocati sono i più colpiti (30%), seguiti dai professionisti dell’edilizia (27%) e dai broker/agenti assicurativi (22%).