Fondo Artigianato Lombardia. La Formazione del Futuro, il ruolo dei Fondi Interprofessionali.

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La formazione è la leva strategica e l’elemento necessario per riuscire ad avanzare come impresa. 

La formazione per lavoratori e professionisti, in tutto il mondo, mondo è destinata a essere sempre più dinamica, personalizzata e orientata verso l’acquisizione di competenze chiave. La formazione del futuro dovrà essere flessibile, accessibile e in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato del lavoro. La combinazione di approcci tradizionali e innovativi contribuirà a garantire che tutti i protagonisti del mondo del lavoro acquisiscano le competenze necessarie per avere successo in un ambiente imprenditoriale in evoluzione continua.

Il ruolo dei fondi interprofessionali

Fondo Artigianato Lombardia ha delineato i punti chiave per uno sforzo coordinato al valorizzare la formazione e il ruolo dei fondi interprofessionali. Attraverso l’acquisizione di nuove competenze si potrà incrementare la produzione, diminuirebbe il fenomeno del Silent/Quiet quitting (lo svolgimento del minimo richiesto durante l’orario di lavoro, senza sforzo o entusiasmo) e aumentare il processo upskilling (l’acquisizione di nuove competenze nel campo di lavoro in cui il lavoratore già sì trova). È evidente così l’importanza del futuro dei fondi interprofessionali e il ruolo che avrà nello scenario in cui si innesta la formazione.

Durante l’evento “La Formazione del Futuro, il ruolo dei Fondi Interprofessionali” che Fondartigianato Lombardia ha organizzato il 30 novembre scorso è stata presentata un’analisi della transizione tecnologica e i prossimi effetti sulle politiche del lavoro. Politiche favorevoli allo sviluppo di una nuova rivoluzione industriale, che vede impreparata l’Europa con solo il 30%, e l’Italia con il 9,6%, degli adulti che segue corsi di formazione continua. Solo 4 cittadini europei su 10 hanno le competenze digitali di base per affrontare una nuova struttura della divisione del lavoro; articolata tra lavoratori, macchine e software. È necessario quindi, come ha affermato Pietro Latella, Consulente del lavoro, trovarsi pronti e non essere in balia “dell’analfabetismo digitale”.

Nella conferenza però non si è solo affrontato l’argomento della formazione ma anche dello sviluppo del lavoratore. Infatti, il bisogno formativo non è solo finalizzato al profitto ma ad espandere le conoscenze del lavoratore, che sviluppa le competenze necessarie per il proprio ruolo all’interno dell’impresa. Diminuendo così il numero di lavoratori in Italia che, ammonta a 10milioni di lavoratori, non hanno le competenze per ricoprire il proprio ruolo aziendale.

Le aziende devono investire per ottenere risultati nell’integrazione di lavoratori giovani più qualificati e per mantenere i lavoratori anziani aggiornati.

Ne hanno discusso:

Marcello Guadalupi  Giornalista e libero professionista

Francesco Fedele      Coordinatore Fondartigianato Lombardia

Alessandro Tosti       Coordinatore Fondartigianato Lombardia

Luca Schionato         Esperto delle Politiche per la Formazione e lavoro

Pietro Latella            Consulente del lavoro

Federica D’Anna      Responsabile Area Valutazione e Monitoraggio qualitativo Fondartigianato

Mario Giaccone        Professore a contratto Università di Torino

Giulio Fossati            Per Cgil, Cisl, Uil Lombardia

Antonio Orlandi       Per Confartigianato, CNA, Claai, Casartigianato Lombardia

L’evento è stato concluso da Stefano Bastianoni Direttore generale di Fondartigianato