La malattia di Alzheimer può essere sconfitta? 

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Che cosa può fare la Regione Lombardia con la nuova giunta 2023-2028?

Nell’Unione europea sono circa 8 milioni le persone con demenza, quasi 10 considerando anche i Paesi non Ue. Le donne sono le più colpite (oltre 6,5 milioni), la prevalenza oscilla tra lo 0,6%, tra 60 e 64 anni, e il 40,8% oltre i 90 anni. In Italia si stimano 1.300.000 casi di demenza, poco più di 600mila sono malati di Alzheimer (fonte Fortune Italia) in crescita al 4,13% nel 2050.

Dal punto di vista meramente economico queste patologie in continua crescita costano solo in Italia 15,6 miliardi di euro all’anno.

Malattia di Alzheimer. Nuovi farmaci

Negli USA la Food and Drug Administration statunitense con procedura accelerata ha approvato l’anticorpo monoclonale Lecanemab per il trattamento della malattia di Alzheimer. Lecanemab è il secondo di una nuova categoria di farmaci che mirano alla fisiopatologia alla base della malattia, cioè mirano a colpire il processo patologico alla base dell’Alzheimer, invece di trattare solo i sintomi della malattia. Questi farmaci rappresentano un importante passo avanti, ma Alessandro Padovani, direttore della cattedra di Neurologia e della scuola di specialità in Neurologia all’Università degli Studi di Brescia, ha recentemente dichiarato che “ancora questo farmaco non è disponibile in Italia e così sarà presumibilmente per almeno un anno”.

Potrebbe invece partire in Italia, secondo il presidente della Fondazione Ebri, Antonino Cattaneo, il primo test del cosiddetto “Ngf senza dolore”, la molecola scoperta dal premio Nobel Rita Levi Montalcini, modificata in modo che non stimoli i nervi legati alla percezione del dolore, ma abbia effetti diretti sulle molecole danneggiate dall’Alzheimer.

La Federazione Alzheimer Italia

La Federazione Alzheimer Italia è la maggiore organizzazione nazionale dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica sulle cause, la cura e l’assistenza per la malattia di Alzheimer e la demenza, al supporto e al sostegno dei malati e dei loro familiari, alla tutela dei loro diritti, alla partecipazione alla programmazione della politica sanitario-sociale. Riunisce e coordina 43 associazioni che si occupano di demenza, e opera a livello nazionale e locale per creare una rete di aiuto intorno ai malati e ai loro familiari.

Che cosa potrebbe fare la Regione Lombardia nei prossimi cinque anni?

Mario Possenti, segretario generale della Federazione Alzheimer Italia, risponde così alla nostra domanda:

“La Regione Lombardia non è priva di eccellenze, ma mancano una regia centrale e una uniformità dei servizi: per esempio ogni CDCD (Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze) si gestisce in maniera autonoma. Un’altra grave mancanza è quella di una formazione specifica per gli operatori che prendono in carico le persone con demenza. La Regione non ha ancora recepito il Piano Nazionale Demenze e sta lavorando solo da qualche mese, con estremo ritardo, alla scrittura di un PDTAR, un percorso diagnostico terapeutico assistenziale e riabilitativo che dia indicazioni precise e uniformi sulla cura e l’assistenza alle persone con demenza.

Oggi chi si trova davanti una diagnosi di demenza spesso non sa cosa fare, a chi rivolgersi. Ci auguriamo che la prossima giunta si impegni concretamente per creare una vera rete di supporto che segua il malato e il familiare dal momento della diagnosi e per tutto il percorso della malattia”.

Sul sito www.dementiafriendly.it è possibile trovare un elenco delle Comunità aderenti, informazioni sulla malattia e le iniziative sul territorio. I cittadini che desiderano approfondire la conoscenza della malattia possono intraprendere un percorso formativo per diventare “Amico delle Persone con Demenza”, impegnandosi in prima persona a creare una società più inclusiva. www.alzheimer.itwww.facebook.com/alzheimer.it

Il punto di vista dei candidati alle elezioni regionali in Lombardia

Lucia Lo Palo, candidata alle regionali per Fratelli d’Italia

“Dopo il passaggio del Covid” dichiara Lucia Lo Palo “ho iniziato ad occuparmi di interventi mirati per le persone più fragili e le nuove povertà. Nel lavoro, così come nella vita, ho portato la mia competenza, la mia energia, la mia forza per cambiare un presente che per molte persone è diventato inaccettabile e insostenibile.

Nel mio programma espressamente ho inserito una particolare attenzione agli anziani. Ho pensato a strutture dedicate all’inclusione e iniziative di assistenza mirata alle singole esigenze, proprio come la creazione di strutture dedicate ai malati di Alzheimer.

Se la ricerca internazionale, come sembra, ha finalmente trovato la strada giusta, dobbiamo puntare con determinazione su qualità delle cure e della assistenza, come anche la stampa specializzata sostiene. Ricordiamo che l’impatto delle demenze non riguarda solo le persone malate, ma anche le famiglie e tutti coloro che si adoperano per portare il proprio aiuto. In Italia si calcola che siano circa tre milioni le persone coinvolte, la cui vita spesso è stravolta, e che si fanno carico anche di una parte rilevante delle spese di assistenza.

Il Servizio Sanitario Nazionale non è sempre in grado di garantire diagnosi tempestiva e presa in carico adeguata. Noi vogliamo che questa burocrazia lenta si trasformi in Lombardia in un vero esempio di efficienza.”

Michele Usuelli, candidato nella Lista Patto Civico per Majorino

Medico pediatra di terapia intensiva neo-natale e Consigliere regionale uscente ci dice “Perché mi candido? Per conquistare insieme a Majorino una sanità migliore per pazienti e professionisti sanitari, dopo 5 anni di proposte in aula che Fontana e Moratti mi hanno sempre bocciato”. Nel programma di Michele Usuelli non c’è solo quello che ci si aspetterebbe da un pediatra, cioè il rifermento alle esigenze dei bambini: c’è anche un chiaro obiettivo di tutela degli anziani.

“E’ importante garantire agli anziani ciò di cui hanno bisogno” ci dice Michele Usuelli. “Anzitutto sappiamo che un terzo degli anziani in Lombardia vive da solo. Abbiamo anche il più alto tasso di anziani ricoverati nelle RSA, e questo, al netto di chi ne ha veramente bisogno, costituisce un vulnus per la nostra società. Gli anziani stanno molto meglio in famiglia, quindi bisogna creare una serie di servizi: siamo ancora molto indietro. Occorre una medicina che sia facile, veramente friendly, che sia in grado di interfacciarsi con l’anziano a casa sua. E’ il momento di potenziare la formazione dei care-giver familiari: uno dei primi interventi della prossima legislatura dovrebbe essere quello di mettere in rete l’assistenza sanitaria e dare un ruolo agli assistenti familiari. Gli infermieri delle case di comunità e della assistenza domiciliare devono essere riuniti in una unica équipe, in modo che i nostri anziani siano assistiti in casa di comunità dagli stessi infermieri che li curano a casa.”.

Gregorio Mammì, segretario della Commissione sanità regionale e consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

“In Lombardia c’è bisogno di un approccio diverso alle demenze che deve basarsi su tre pilastri”. Questa è la base del programma di Gregorio Mammì.
“Primo, diminuire la diffusione della malattia, investendo in prevenzione; secondo, ridurre il costo sociale delle demenze tramite la presa in carico dei nuclei familiari in cui è presente il malato; terzo, sostenere la ricerca e migliorare le cure e l’assistenza per i malati. Un cambio di strategia rispetto all’abbandono di famiglie e pazienti che non possono pagarsi le cure e l’assistenza portato avanti dal centrodestra”

Carmine Pacente, candidato del Terzo Polo con Letizia Moratti

Recentemente Carmine Pacente aveva pubblicato: “Per quanto riguarda la Sanità, amplieremo i presidi territoriali e i servizi di telemedicina, potenzieremo il Fascicolo Sanitario Elettronico e punteremo sui servizi sanitari di prossimità, rafforzandoli e creandone di nuovi. Valorizzazione e tutela del personale sanitario saranno la nostra priorità. I fondi europei di coesione a disposizione di Regione Lombardia e della nuova Giunta ammontano a 3,5 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto al recente passato. Poi nel territorio lombardo atterrano altri 1,7 miliardi di risorse del PNRR per mobilità e infrastrutture e 1,2 miliardi per la Sanità, il 40% destinato al rafforzamento della medicina territoriale”.