Cybersecurity: quali prospettive dopo il rally del 2023?

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Nel 2023 i titoli globali della cybersecurity hanno vissuto un anno storico, performando addirittura meglio rispetto al settore dei semiconduttori USA, oltretutto con una volatilità inferiore e dunque un miglior Sharpe ratio.

Il rally della cybersecurity è avvenuto a seguito del ciclo di rialzo dei tassi della Fed tra marzo 2022 e luglio 2023, un periodo durante il quale la sicurezza informatica ha confermato il suo status di megatrend secolare, riuscendo a segnare una crescita costante dei ricavi nonostante le difficoltà del periodo. È stata così dimostrata la resilienza di queste aziende e l’importanza critica dei loro servizi come “business staples”, ossia fondamentali anche in periodi di difficoltà economica.

Certo, trainato dal crescente interesse per l’AI, nel 2023 tutto il settore tecnologico ha registrato un’impennata notevole. Ma le aziende di cybersecurity erano particolarmente pronte, essendo da tempo all’avanguardia nell’applicare l’intelligenza artificiale.

Per fare alcuni esempi: Qualys gestisce fin dal 2022 Total Cloud, applicazione che individua e risponde più velocemente alle minacce tramite il machine learning. Splunk AI (acquisita da Cisco) ha integrato l’AI generativa nel suo assistente virtuale, offrendo agli utenti la possibilità di automatizzare via chat l’estrazione dei dati, il rilevamento delle anomalie e la valutazione dei rischi. Anche il servizio di cybersecurity in cloud di CrowdStrike è basato sull’AI. E Palo Alto Networks, il terzo titolo più performante del Nasdaq 100 nel 2023, ha ottenuto una riduzione del 97% dei falsi positivi e un miglioramento del 60% nell’intercettazione delle minacce proprio grazie all’utilizzo dell’AI.

Come tutto il settore tech, i titoli della cybersecurity sono stati poi sostenuti anche da una Fed più accomodante verso la fine dell’anno. Ma a differenza di altri comparti, quello della sicurezza informatica è stato trainato soprattutto dalla consistente forza della spesa delle aziende per l’IT, finalizzata al potenziamento dei protocolli e delle infrastrutture di sicurezza, anche a causa del nuovo conflitto in Medio Oriente.

Guardando al 2024, ci aspettiamo che gli investimenti in cybersecurity beneficeranno di quattro venti a favore:

Sviluppo di nuove soluzioni AI – Prevediamo che le aziende di cybersicurezza – forti dei successi del 2023 – sfrutteranno l’AI per sviluppare nuovi strumenti avanzati e intelligenti volti a migliorare la difesa dei loro clienti contro le minacce informatiche. Negli ultimi due anni, la proliferazione di “agenti” AI autonomi nel campo della criminalità informatica sta comportando una loro adozione rapida anche nella cybersecurity. Il machine learning svolgerà un ruolo centrale, soprattutto per affrontare la persistente carenza di circa 3,5 milioni lavoratori nel settore negli Stati Uniti, a cui si potrà sopperire con l’uso di agenti autonomi per la difesa informatica.

Aumento della spesa per la sicurezza – Le prospettive per i budget della cybersecurity nel 2024 sono incoraggianti: come evidenziato dall’indagine Global Research Survey 2023 di Bank of America, l’82% degli intervistati prevede un aumento dei budget per la cybersecurity nel 2024. Gli investitori hanno oggi la preziosa opportunità di esporsi a questo megatrend cruciale, beneficiando – come vedremo – di valutazioni ancora interessanti rispetto al passato.

Consolidamento del settore – La tendenza degli ultimi quattro anni ha visto una riduzione del numero di player e uno spostamento verso le large cap. Le aziende rimaste sono a nostro parere le più prudenti dal punto di vista finanziario: hanno infatti superato un contesto difficile di rialzo dei tassi, rafforzando i loro servizi e focalizzandosi sulle richieste dei clienti. Questa tendenza al consolidamento si allinea anche con le preferenze dei clienti: durante le trimestrali dei principali player della cybersecurity è emerso come le aziende preferiscano sempre più ottimizzare i servizi di servizi di sicurezza informatica, optando per un singolo fornitore per tutto l’ecosistema.

Crescita delle valutazioni – Le valutazioni appaiono interessanti su base storica e relativa. Attualmente il rapporto P/E dell’indice Foxberry Tematica Research Cybersecurity & Data Privacy USD Net Total Return è pari a circa 30x, ossia una deviazione standard inferiore alla media storica (40x) dal lancio dell’indice. Nonostante il forte apprezzamento registrato lo scorso anno, le aspettative sugli utili restano ancora leggermente sottovalutate. Ci aspettiamo una convergenza verso la media, e probabilmente una spinta verso l’alto con il graduale ritorno della liquidità sul mercato azionario e l’allargamento del focus degli investitori oltre le Magnifiche 7.